c2I colori sono importanti. Mi aiutano a immaginare il mondo

 

 

Il mondo delle ombre ha le sue luci. Riflessi distorti nel buio dei giorni. E perfino dei cuori. Innamorarsi di una donna cieca, per scommessa da sciupafemmine, riserva la berlina di qualsiasi rapporto clandestino e il sospetto che dietro il sentimento ferito ci sia la solita recita da casanova da strapazzo. L’amore ai tempi della cecità e una diversità divisa dal più nobile dei cinque sensi. L’occhio che significa per l’essere umano la percezione più diretta in grado di appagare più del tatto e dell’odorato. Più del gusto e dell’udito. Le sfumature della vita attraverso i colori che la contraddistinguono. Raccontati o percepiti. Immaginati. Nostalgicamente ricordati. Il colore nascosto delle cose di Silvio Soldini ha l’ambizione di coniugare la commedia – dal sapore romantico e triste a un tempo – con il dramma di chi vive la cecità e la speranza di un’esistenza serena. Il suicidio affiora in un punto per poi inabissarsi nel profluvio delle parole. Anch’esse, in fondo, sono  vita e parte integrante di essa. E alla ragazza che non accetta la sua condizione di ipovedente viene prospettata quest’unica alternativa da chi ha già tentato di percorrerla. Solo allora il bastone bianco riemerge dal nascondiglio in cui la giovanissima l’aveva cacciato. E serve per riannodare i fili sfilacciati dell’orgoglio sentimentale ferito della donna che le fa da insegnante e tutrice. La piccola cieca torna nel mondo per amore. Accettando e accettandosi.

c1

Il film ha una trama banale e già frequentata. Teo (Adriano Giannini, figlio di Giancarlo, e recentemente già visto nel commerciale Ho ucciso Napoleone di Giorgia Farina e negli splendidi Le 13 rose di Emiliano Martinez Lazaro, Le conseguenze dell’amore di Sorrentino e nel popolare Ocean’s twelve di Soderbergh) più che un farfallino che vola di letto in letto, è un uomo in fuga da tutto. Legami. Donne. Sesso. Lavoro. Responsabilità. Famiglia. È quindi in perenne movimento, lasciando buchi da tutte le parti. Nell’agenzia pubblicitaria che lo rincorre. Nella compagna Greta alla quale promette di convivere, pur restando sempre nomade. Alla madre, ignorata perfino quando resta vedova. Semina conquiste, ma con nessuna dura più dello spazio di una sola notte. Finché arriva l’ora dell’azzardo. Un letto con l’osteopata non vedente. Sarà la tenerezza, sarà la debolezza o sarà la vulnerabilità di Emma (Valeria Golino) ma Teo si innamora, pur non perdendo il viziaccio di giocare sempre su più tavoli. Femminili, s’intende. Verrà scoperto, come tutti i farfallini che si rispettano, e accamperà le solite scuse. Sempre come tutti i farfallini che si rispettano. Stavolta però la donna non si lascia facilmente mettere nel sacco e sarà lei a prendere per mano Teo e trascinarlo nel buio di un tunnel senza fine. Dove nulla sarà più come prima.

c3

Il colore nascosto delle cose punta sul tema vedente-non vedente come simboli di parametri opposti. Chi possiede l’uso della vista risulta più superficiale e cieco di chi ne è privo. Teo è l’esempio più evidente. Non comprende la vita e il suo senso. Gli amori. Gli affetti. E non attraversa profondità. Emma e il popolo delle ipovedenti che le fanno da contorno – la giovane Nadia (Laura Adriani apprezzata in Tutta colpa di Freud di Paolo Genovese e la Miriam dei Cesaroni in tv) e la colorita Patti (Arianna Scommegna) – scorgono ciò che a Teo e ai frivoli “normodotati” invece sfugge quotidianamente, a partire dalla serietà nel giudizio e nei comportamenti. Il film mostra comunque un peso specifico notevole dato dalla sua prolissità. Le avventure galanti di Teo sono stucchevoli e si trascinano a fatica oltre il limite della sopportabilità, in una dinamica scontata che ne fa perdere completamente la curiosità in ciò che seguirà. Scontato come il protagonista. Siamo lontanissimi da un film sullo stesso tenore narrativo, ma di gran lunga più efficace, come il francese La prunelle des mes yeux di Axelle Ropert, presentato nel 2016 a Locarno, dove un tema analogo è trattato con maggior leggerezza, dinamismo e il contorno di un’ironia, totalmente assente dal film di Soldini. E l’equazione era la medesima. Un uomo vedente s’innamora di una donna che vive nell’ombra. Un tema di grande attualità se si aggiunge che dal 18 al 20 settembre approda nei cinema – in evento speciale – La musica del silenzio di Michael Radford, una sorta di biografia per immagini del cantante Andrea Bocelli.

incorporato da Embedded Video

Tag: , , , ,