P1Il partigiano Milton aveva amato da ragazzo. Non che non lo fosse più, ragazzo, ma le armi sono capaci di far sentire adulto anche chi ancora non lo è. Milton aveva puntato l’invisibile mirino dei suoi sogni al cuore di Fulvia, oggetto del desiderio anche di Giorgio, amico intimo del compagno d’armi con il quale condivideva ideali, seppur in diverse formazioni antifasciste. L’intreccio sentimentale è tutto qui perché Una questione privata di Paolo e Vittorio Taviani non è e non vuol essere un film d’amore e sull’amore, ma sulla gelosia. Ispirato al romanzo di Beppe Fenoglio con identico titolo, ha in comune con questo la stessa lacunosità che ha un’origine precisa. Il testo dello scrittore piemontese fu infatti pubblicato postumo e di esso furono trovate tre diverse stesure che terminano con particolari non determinati. Ciò ha fatto pensare che in realtà il dattiloscritto dell’autore di Alba fosse rimasto incompiuto per la prematura morte del romanziere, scomparso nel giro di pochi mesi, a soli 41 anni, a causa di un cancro ai bronchi dovuto allo smisurato accanimento di Fenoglio nel fumo. Ne è conseguenza un finale interlocutorio che lascia aperti molti interrogativi sui quali la letteratura si è sforzata di rispondere, non sempre tuttavia con risultati esaustivi.

L’intreccio, solo superficialmente amoroso, si svolge sul retroterra della guerra partigiana che aveva infestato le Langhe dopo l’armistizio. Si tratta di due aspetti ricorrenti nell’opera di Fenoglio, molto legato alle proprie origini al punto di trasferirle nella gran parte dei suoi lavori. Fu scrittore che viaggiò poco e poco si allontanò dalla sua terra, protagonista di quasi tutti i suoi romanzi da ventitré giorni della città di Alba  a Primavera di bellezza. Da La malora al Partigiano Johnny, già tradotto in immagini per il cinema sotto la direzione di Guido Chiesa nel 2000. Il basso Piemonte negli anni della lotta antifascista è il denominatore comune di entrambi i film, approdati sul grande schermo e nati dalle pagine dell’autore albese. Questi partecipò alla guerriglia che accompagnò la ritirata tedesca e condusse al termine del secondo conflitto mondiale. L’esperienza fu trasferita integralmente nei suoi scritti e, da lì, oggi, sul grande schermo a molta distanza dalla morte di Fenoglio, avvenuta nel febbraio 1963. All’interno di questa cornice letteraria e cinematografica arriva ora questo contributo dei Taviani con Una questione privata in cui la vera protagonista è la gelosia che morde Milton, mai rassegnato a perdere Fulvia, rientrata nella natia Torino, dopo essere stata sfollata nelle Langhe e aver allacciato questa relazione con i due coetanei.

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Milton viene a conoscenza occasionalmente del segreto di Fulvia ma, da quando lo apprende, cerca insistentemente l’amico e militante partigiano Giorgio, suo amico di infanzia e del cuore, per farsi raccontare in che cosa sia effettivamente consistita l’intensità del suo amore per la ragazza. Viene quindi a sapere che Giorgio è prigioniero delle camicie nere e, per questo motivo, cercherà di catturare un fascista nel tentativo di imbastire uno scambio di prigionieri. La guerra diventa dunque il filo conduttore di una ricerca spasmodica verso le verità del cuore. Chi ha amato veramente Fulvia, giovane dall’ambiguo atteggiamento che dava l’idea di prendersi gioco di entrambi quegli spasimanti, così diversi e così accaniti. Forse nessuno è riuscito a raggiungere il centro di quel piccolo grande mondo, ma anche i chiarimenti e la pace stentano a venire alla luce, rischiando di lasciare scorie di disorientamento e sorpresa nello spettatore. Certo è impossibile  non ripensare ad altre liaison celebri sulla fattispecie del triangolo polivalente fra Milton, Fulvia e Giorgio. La filmografia di Truffaut ci restituisce in proposito Jules et Jim incentrato sull’amore di questi due ragazzi per Catherine. Il riferimento trapela con moltissima discrezione dagli stralci dei ricordi di Milton, incapace di distaccarsi dalla casa in cui visse l’incantesimo con Fulvia sulle note di una canzone magica, quell’Over the rainbow cantata da Judy Garland, colonna sonora degli spasimi del cuore di Fulvia e Milton. Dedicato a chi ama provare nostalgia e si interroga sul passato, pur sapendo che talvolta è impossibile trovare risposte.

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