g3Avevi detto che non ci saremmo mai lasciati…

 

Anche l’adozione più semplice non è matematica. E la scienza dei numeri divide anziché unire. Tre generazioni femminili – nonna, figlia e nipotina – hanno in comune una genialità spiccata nello sciogliere problemi aritmetici, ma questo anello si sgretola proprio sul profano altare della scientificità. L’anziana sogna che la figlia entri nel pantheon dei risolutori dei più spinosi enigmi, ma la donna blinda la formula in cassaforte e si suicida lasciando all’amato fratello la bambina, avuta da un uomo che l’ha abbandonata. E qui si scatena una sfida nuova, fra madre e figlio, che non si sono mai amati e cordialmente si disprezzano. Al contrario la piccola, una simpaticissima saputella, va molto d’accordo con lo zio che diventa all’istante un papà adottivo, certamente sbadato, ma terribilmente amorevole e simpatico. Il rapporto fra i due è all’insegna del contrasto. Meticolosa, pignola e geniale la bimba. Confusionario, originale e fuori giri l’improvvisato “genitore”. Ma non è solo una sporca faccenda di caratteri diversi. È anche una questione di vecchi rancori e invidie mai sopite. Ad accendere la miccia è l’inconsapevole bimbetta, ignara perfino di risultare antipatica per colpa della sua precocità in fatto di calcoli e della conseguente sufficienza con cui tratta chiunque le stia attorno. È una “gifted”. Baciata dal talento, cioè. E nel suo caso, aritmetico.

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Gifted è anche il titolo dello spiritoso film di Mark Webb, il regista di Spiderman, che inquadra questo triplice problema, tutt’altro che matematico. L’adozione. La guerra per l’affidamento della bambina. Il dono della genialità, regolarmente incompresa. Quello dell’affido è un tema molto frequentato dal cinema recente e tanti sono i titoli che si inseriscono nel filone. Famiglia all’improvviso di Hugo Gélin, a sua volta derivato da Instructions not included del messicano Emilio Debrez, sono gli esempi più vicini, anche se da entrambi è assente l’aspetto dell’acume che contrassegna invece la piccola Mary. Piuttosto, è da sottolineare il parallelo della controversa adozione della bambina con il destino che stravolge anche l’esistenza del suo gatto, Fred, cieco da un occhio. In buona sostanza, il destino umano è in diretta corrispondenza e correlazione con quello animale. Per entrambi esiste il rifugio della speranza, ma proprio quando sembra che tutto sia incanalato nei registri migliori, tutto improvvisamente appare perduto. Non è una caso se Mary si sente tradita quando lo zio Frank (Chris Evans di Captain America) le promette di non abbandonarla mai, ma viene sconfitto dai crudeli cavilli legali della madre che riesce a ottenere la responsabilità della piccola con i più turpi stratagemmi. E allo stesso modo Fred viene accolto nella nuova famiglia per essere presto scaricato e finire nell’astanteria della soppressione di un finto ambulatorio veterinario.

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Gifted è una commedia che lascia riflettere con serenità e, pur senza avere alcuna velleità di ambire agli spazi privilegiati della storia del cinema, si lascia ricordare con un sorriso. Paradossali e buffe le reazioni della bimba nei contesti più differenti, con i maestri a scuola così come con i coetanei, durante le varie ore di lezione che rappresentano allo stesso tempo il divario di conoscenza di Mary. Un genio, ma limitatamente alla matematica, quindi vulnerabile in ogni altra materia. Perché anche il talento non si muove a 360 gradi ed è relativo come tutto ciò che appartiene al mondo degli umani. Non secondario, benché resti a livello di cornice, l’invidia e la rivalità tra la nonna di Mary e la madre che si uccide proprio per sottrarsi al confronto con l’ingombrante genitrice e impedirle di appropriarsi della formula che la avrebbe proiettata nell’olimpo dei matematici più osannati. La famiglia, come miniera di incomprensioni e insoddisfazioni, dunque che sfocia in una sorta di battaglia senza esclusione dei colpi più bassi e perciò più dolorosi. Ma Gifted è anche una favola dai contenuti e l’ambientazione profondamente contemporanea. E alle streghe, anche in abiti civili, è vietato l’accesso.

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