“L’età imperfetta”: il braccio di ferro tra due ragazze sulle punte

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Il morso suadente dell’amicizia nasconde volontà di affermazione. Adolescenza come sfida, terreno di scontro e dominazione. Attraverso la scuola e lo sport, le passioni e i divertimenti, per i ragazzi del Duemila essere vincenti significa autorità. Questa, a sua volta, viene dal prestigio ma le strade per ottenerlo sono rappresentate dalla forza, non più da carisma o fascino. Vince il più deciso. Il più impasticcato. Il più ricco. Il più motorizzato. Il più disinteressato. Perché per essere vere guide del branco non bisogna amare. In nessuna delle sue mille declinazioni possibili. È il teorema di un bullismo poco cyber e […]

  

“Happy end”: borghesia in declino

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Una carrozzina scivola verso il mare. La spinge una ragazzina. Vi siede il nonno. La serietà – grave e greve al tempo stesso – solca quei volti che sanno di morte. Come fine. Termine. Apocalissi del sentimento e della sensazione. La fiducia nel domani è defunta prima di nascere. Oppure è ormai al capolinea. È il gioco delle età, verdissima l’una e decisamente matura l’altra. Antipodi anagrafici con la mancata fiducia nel futuro come comune denominatore. Si cessa di vivere, insomma, pur restando vivi. Guardando fissi un orizzonte che non esiste, fatto delle diverse tonalità di un azzurro che odora di nero […]

  

“Directions”: le storie della notte, al bivio tra corruzione e onestà

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Non c’è felicità per chi emigra. Mai. Abbiamo preso direzioni sbagliate, ecco il problema   Un professore di filosofia sull’orlo del suicidio. Una storica estromessa dalla carriera universitaria per non aver accettato le avance di un docente. Un chirurgo in procinto di cercare fortuna all’estero. Una ragazzina nemmeno maggiorenne che vende il suo corpo a un vecchio. La confessione di un anziano a un cane solitario. Un uomo che si avvia verso il trapianto scortato da un prete ortodosso alla guida del taxi per arrotondare. Quella del tassista non è una professione, in Bulgaria. È un rifugio. Chi non ce la fa […]

  

Gioventù bevuta e padri opprimenti: ecco “Gli sdraiati” del Duemila

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I ragazzi della quarta H hanno gli occhi grandi e tanta voglia di vivere. Ridono di gioia. Uno di loro ce l’ha fatta. Ha girato un film. Gaddo Bacchini va al Manzoni. È uno come tanti, uno che non ci credeva. «Vuoi che la Archibugi scelga proprio me…». Invece. «È bello e antipatico, come mi serviva» ha spiegato la regista. Gli sdraiati è una film che racconta di padri che non capiscono i figli. E lottano contro di loro. Figli che non capiscono i padri. E lottano contro di loro. Ne esce un quadro di antipatia generale e generalizzata in […]

  

“Il domani tra di noi” ad alta quota Neanche un cane “salva” il film

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La natura può essere una sfida. Non sempre e non necessariamente perché l’uomo azzardi il suo personale braccio di ferro con forze di gran lunga superiori. Quanto per l’imprevisto e inatteso, che proietta il singolo al cospetto della forza – e talvolta della violenza – degli elementi. Questo è il punto di partenza di Alex (Kate Winslet) e Ben, per motivi diversi costretti a prendere urgentemente un aereo. Lei per sposarsi, lui per poter intervenire chirurgicamente su un paziente. Tuttavia, quello che non arriva attraverso la tempesta, prevista e temuta dai meteorologi dell’aeroporto, avviene per una disgrazia. I due noleggiano […]

  

“Paddington 2″, la genuinità del dono diventa una trappola pensata dagli uomini

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La zia Lucy dice sempre che in ogni uomo c’è del buono. Basta cercarlo.   Tre anni dopo, Paddington è un orsetto ormai ambientato nella poco tranquilla Londra. S’avvicina Natale, ma questo conta solo per gli uomini che non vivono la finzione del piccolo pachiderma e vanno al cinema. Lui, il cucciolo della fiaba, non conosce il letargo ma sa bene che cosa sia la nostalgia. E il regalo che vuole acquistare non è di quelli destinati a finire sotto l’abete. Vuole inviarlo a zia Lucy, l’orsa che lo ha salvato dalla morte e vive il suo compleanno lontana da […]

  

“Agadah”, decamerone settecentesco

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Che cos’è mai la virtù se non un pregiudizio accettato senza discutere… In gergo cabalistico, “agadah” significa narrare. È affabulazione. Ricordo. Forse perfino mito. Un passato ricco di scorribande. Erotismo, meglio se multiplo, come va di gran moda nell’immaginario dell’alcova da terzo millennio. Armi e cavalieri. Il mondo onirico di una favola, a metà strada tra epopea e gesta individuali, ammantate di eroismo. Presunto o reale è un mistero. Quello dell’invenzione di una trama che mescola gli eterogenei confini dei valori in un tutt’uno denso di se stesso, da cui ogni composto e componente stenta però ad avere una fisionomia […]

  

“Ogni tuo respiro”, oltre la disabilità batte un amore da vertigine

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Jonathan ha imparato da piccolo che cosa volesse dire essere attaccati alla vita. La prima immagine del papà fin da quando aprì gli occhi al mondo era quella di un uomo tetraplegico, paralizzato dal collo in giù. Una tragedia, più che una disgrazia. Ma la causa di quella sciagura non fu accidentale, bensì malattia. Un a poliomielite che a soli trent’anni lo condannò a morte. Era l’inizio degli anni Sessanta e molte cure oggi diffuse erano sconosciute. A quello sfortunato mercante di tè non furono concesse opportunità. Solo pochi mesi di vita. Poi, la fine. Il merito di Robin – […]

  

L’amore, la malattia e il matrimonio: “The big sick” spiega chi vince

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Se è vero che al cuore non si comanda, è altrettanto vero che nemmeno al passaporto si comanda. E se a conquistare i sentimenti è una dolce metà diversa per razza, abitudini e convinzioni, se ne rende conto anche un pagliaccio. Perché Kumail è un cabarettista, costretto a guadagnarsi da vivere come tassista, dal momento che la ribalta non è generosa con chi non ha un nome affermato. Nondimeno, non rinuncia a tentare di far ridere. E quel colpo di fulmine per Emily (Zoe Kazan), americanina bizzarra, diventa un filone di ispirazione inestinguibile per lui, pachistano emigrato negli States con […]

  

“La signora dello zoo di Varsavia”: quei mille volti della fuga dai lager

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La ragione del disprezzo – inconscio o consapevole – con cui si legge spesso la parola “zoo” sta nelle inferriate delle gabbie che delimitano la libertà di un essere vivente, privo di colpe per meritare la reclusione. Una sorta di prigionia per innocenti, insomma. E una crociata che risvegli il senso etico di chi non concepisce l’ingiusta detenzione. Ma se ciò vale per gli uomini, per quale strano e infondato motivo dovrebbe essere invece benvisto sul conto degli animali. A tal punto da essere considerato un luogo ameno, dove portare i bambini per un pomeriggio di svago. Alla base del […]

  

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