“Napoli velata”, il delitto del playboy nasconde i traumi della patologa

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Facciamo scendere un velo, non tutti sopportano la verità   Il rapporto tra verità e ossessione assume vari gradi di intensità ma tende a non scomparire mai del tutto. La conseguenza si chiama follia, lucida forse ma pur sempre tale. A questo punto però è vietato operare sillogismi e ridurre le frazioni ai minimi termini. La verità non è follia. E inseguire la prima non significa candidarsi al morbo della seconda. Il nesso fra questi tre personaggi è spesso determinato da illusioni. Fantasmi. Immaginazione. Arrovellate ricerche, nate per scoprire un mistero e inghiottite dal mistero stesso. Napoli velata di Ferzan Ozpetek, […]

  

Barnum, “The greatest showman” che balla fra mostri veri e “mascherati”

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L’arte più nobile è dare felicità agli altri   L’invenzione del circo – termine che deriva dal latino circus, significa cerchio e indica la struttura circolare dell’arena – data in epoca romana. Nell’antichità vi si ospitavano gare equestri, ma anche passerelle di animali ammaestrati ed esibizioni di giocolieri. Dal Rinascimento in poi questa forma di spettacolo dal vivo divenne prerogativa dei Sinti, un’etnia nomade che utilizzava le bestie per attrarre gli spettatori e incassare qualche spicciolo. Ma la sterzata verso qualcosa di rivoluzionario avvenne a metà dell’Ottocento grazie a Phineas Taylor Barnum, un cognome che ancora oggi definisce il circo […]

  

“Wonder”, il buonismo al glucosio Ecco perché è giusto fare il contrario

5Jacob Tremblay as "Auggie" in WONDER.Daveed Diggs as "Mr.Browne" in WONDER. Photo by Dale Robinette.

Il diabete cinematografico è una malattia pericolosa e contagiosa. Induce al pianto e si allarga a macchia d’olio da un viso all’altro della platea. Lacrime di una commozione che nasce per induzione. Gioco di finzione che non abbandona, nemmeno una volta riaccese le luci in sala. Il diabete cinematografico è patologia infida. Nulla di ciò che si vede è vero, ma è bello pensare che da qualche parte del mondo sia così. Poi la realtà, dura come un macigno e inevitabile come un destino senza appello, simula luci ammalianti e distorcenti. La vita diventa la favola che spesso non è. […]

  

“Un sacchetto di biglie” alla francese Due ragazzi in fuga dall’Olocausto

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Una biglia rotola sulla strada. È il senso della storia politica, sociale e familiare. Le persecuzioni razziali  naziste e lo scoppio della guerra. La Francia dilaniata e contesa. Una coppia con due figli in fuga per evitare i lager. Joseph Joffo, protagonista nella vita delle vicende che ha poi raccontato in un volume pubblicato nel 1973, assiste oggi a 86 anni a Un sacchetto di biglie – uscito in Francia a gennaio 2017 e rifacimento di un’opera del ’75 dall’identico titolo – costruito da Christian Duguay sulla sua testimonianza letteraria e umana. Maurice e Joseph erano due fratelli che conducevano una vita […]

  

“50 primavere”, aurora di una donna

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Le età di una donna hanno sapori dolceamari, ma la verità è che la vita è una ruota girevole. La gioia si accavalla allo sconcerto. Ad attese deluse, poi inaspettatamente soddisfatte in un’altalena di sensazioni e sentimenti che non importa se scocca il mezzo secolo o se, sulla torta, le candeline sono una trentina scarsa. Si ride e si piange a ogni frontiera e questo è il messaggio – affatto scontato – che esce da 50 primavere di Blandine Lenoir, attrice e regista francese di 44 anni al suo secondo lungometraggio dietro la macchina da presa. Il titolo originale – Aurore – […]

  

“Suburbicon”, ipocrisia all’americana nel paradiso dei piccoli Trump

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Solo quando si diventa grandi si impara quello che è giusto fare…    Il paradiso in terra ha il sapore di un gioco finto. Il colore dell’irrealtà. Un sogno quasi fastidioso che denuncia una delle poche cose in cui l’uomo è maestro. L’ipocrisia. Suburbicon, immaginaria cittadina dell’America perbenista del secondo dopoguerra, non esiste sulle cartine geografiche ma ha i contorni di tanti villaggi nei quali pace sociale e tolleranza sembrano essere le sole padrone. Eppure. Eppure basta poco, anzi pochissimo, per mettere a nudo carenze e smagliature di un tessuto cittadino inquieto. Cementato dall’odio e verniciato di invidia. Costruito sul […]

  

“Loveless”, cronaca di un rifiuto

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L’avrei tenuto, avresti dovuto saperlo…     L’esclusione non ha età. Ha il sapore amaro del rifiuto, l’intensità di non sentirsi accettati che si coniuga in due tragiche parole. Senza amore. Le stesse che danno il titolo a Loveless di Andrey Zvyagintsev, presentato a Cannes, su un tema scottante quanto vicino. Non essere voluti significa non essere amati, un concetto che il film declina nella chiave – spettrale – di una coppia ormai prossima al divorzio, in cui entrambi hanno già iniziato nuove relazioni e intendono dedicarsi a tempo pieno ad esse “dimenticando” il figlio. Nessuno vuole offrirgli insomma quel nuovo […]

  

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