isa1Vivi per te stessa. Cerca il tuo sole interiore.

L’attesa ha in sé qualcosa di misterioso, nessuno sa mai quando finirà. E forse è proprio questo a renderla affascinante. I suoi contorni sfumati. L’alone indecifrabile. La speranza che talvolta si trasforma in angoscia. Sembra delusa, aprendo baratri di profondità irreversibili. Poi è un nonnulla a resuscitare sorrisi. Perché, in fondo, si può sempre tornare da tutto. Fuorché dall’Aldilà. E Isabelle è viva. Ma sola. Dopo il divorzio, le è rimasta la figlia di dieci anni e un universo di sconosciuti con le loro storie e le loro verità. Un banchiere eccentrico la seduce, ma le confessa che non lascerà mai la moglie. Un attore sposato è il ritratto del rimpianto. Ciò che potrebbe essere stato, in realtà mai sarà. Un artista e un gallerista, incontrati sulle strade malsane della professione. Perché Isabelle (Juliette Binoche) è una pittrice che tradisce una crisi creativa. E nemmeno un sex symbol riesce a risollevarla. L’aspettativa si volge all’Amore. Quello vero. Maiuscolo. Non con le storie. I minuscoli frammenti di una realtà fatta a pezzi. Briciole di un sentimento mordicchiato. Isabella è una donna in attesa. Perfino di se stessa. Aspetta di innamorarsi, ma intanto la vita scorre. E lei resta di guardia. Spera. Singhiozza. Immagina. Sogna. Non è una squallida questione di principi azzurri. Ma di cuore. E siccome la vita non cambia registro, è lei a dover modificare il copione di un’esistenza. A rimetterla al centro del suo mondo è un terapeuta new age (Gerard Depardieu) a metà strada fra un analista e un guaritore.

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L’amore secondo Isabelle di Claire Denis è un’opera sulla stanchezza di una rincorsa. Su una donna che ha l’ambizione di rappresentare, su piccola scala, tutte le donne perché a tutte è capitato di sognare e attendere. E scoprire che, curiosamente, di rado arriva qualcuno quando lo si aspetta con troppa intensità. In sostanza la ricetta è semplice. Posporre e disarticolare la lista delle priorità, le stesse che non danno scampo a Isabelle, troppo introspettivamente immersa nell’imbuto di ciò che verrà. Mescolare le carte e modificare l’ordine di importanza significa vivere. Cercare quel “bel sole interiore”, che dà il titolo originale alla versione francese del film, appunto Le beau soleil interieur. Senza ossessione e con serenità. Il consiglio dello specialista vestito da medium e da indovino è la scoperta dell’acqua calda, ma forse Isabelle e chiunque si trovi in quell’atteggiamento psicologico è proprio di questo che ha bisogno. L’ovvio si confonde con l’indecifrabile nei momenti in cui si fa più intensa l’ansia per la realizzazione di un desiderio, frontiera molto vicina all’attesa. E non è un caso se la protagonista è Juliette Binoche, una donna che non si è mai sposata, pur avendo avuto numerosi legami sentimentali. E oggi, a 54 anni ben portati, è reduce dall’ultima liaison con Mathieu Amalric. Una vicenda che sembra ricalcarla, insomma. Il film è il racconto sincopato di una successione di flirt che hanno in comune il denominatore dell’impossibilità di tramutarsi in qualcosa di differente e mantenere le promesse vanamente cullate dall’animo della protagonista. L’amore secondo Isabelle è un’opera rivolta alle donne, che più degli uomini possono immedesimarsi in determinate dinamiche e interiorizzarle. Questi ultimi invece possono allargare le loro prospettive, ampliando l’orizzonte della loro presa di coscienza di un mondo, in molti casi differente dal proprio. Non esiste insomma una conclusione vera e propria, perché si tratta di un panorama, osservato nella sua totalità e complessità. E come tale soggetto anche ad eccezioni. Astenersi cacciatori di adrenalina e avventura.

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