“End of justice”, paladino dei deboli diventa squalo di se stesso

end1end2Denzel Washington stars in Roman J. Israel, Esq.

L’ingiustizia ci fa ardere d’ira. Ma non ci sommergerà.   La sera che Roman J. Israel, tornando a casa, si accorse di aver infranto la legge decise di intentare una causa contro se stesso. Non gli aveva detto bene la vita. E l’ultimo sgradevole atto fu la perdita dell’uomo che gli consentì di iniziare la carriera sempre sognata. Ma ciò che lo aveva spiazzato veniva dall’interno del suo animo. Dipendeva da lui e da lui era generato. Era quella sorta di innata purezza che lo portava a difendere ogni questione che attenesse ai principi, poco importa quali fossero causa ed […]

  

“Lazzaro felice”, candido e ingannato Il progresso è sempre un imbroglio

LA1LA7LA9LA12

Lazzaro è nome che inquieta. L’amico di Gesù, risorto dopo la morte. E qualsiasi persona associ al nome una proverbiale e cromosomica indolenza. Bizzarro diminutivo di un pigro per antonomasia. Alice Rohrwacher, quel nome, lo ha risciacquato. Profuma di ingenuità e candore. Ha il sapore di un animo puro che nessuna contaminazione ha saputo modellare o modificare. Nemmeno plasmare. Un animale raro, immune al progresso che sa di regresso e alla saggezza derivante dalla maturità. È felice e non ne conosce il motivo. Esce dall’era della mezzadria ed entra in quella industriale con la stessa disinvoltura di un clown sulla pedana […]

  

“Hotel Gagarin”, il cinema si scopre fabbrica di sogni per i più poveri

Unknown-1Unknownimages

Se vuoi essere felice, comincia. Ci state…   Il sogno non è per tutti. Il povero li alimenta, il ricco li realizza. Il cinema, che invece li fabbrica, si offre di renderne qualcuno alla portata dell’ingenuo, che ne culla per una vita intera e muore nella felicità che si sia trattato di un’illusione. Una meravigliosa e candida astrazione, destinata a restare splendida, proprio perché confinata in quello spazio neutro dell’immaginazione dove nulla può essere contaminato. E nulla può deludere l’attesa. Il pedaggio è il tempo perenne di una rincorsa a perdifiato negli spazi infiniti della fantasia, dove tutto è possibile ma […]

  

Attraverso “Kedi, la città dei gatti” Istanbul vista dagli occhi dei felini

kedi3kedi4kedi1

Per i cani l’uomo è Dio. I gatti sanno come stanno le cose. L’uomo è l’intermediario con la volontà di Dio. A suo modo, Istanbul miagola. La metropoli turca, a cavalcioni fra Europa e Asia, è città di gatti. E Ceyda Torun, regista che lì è nata, ha fatto recitare questi attori a quattro zampe senza costringerli ad attenersi ad alcun copione. I mici, insomma, sono loro stessi. Nella quotidianità del loro “lavoro” e delle loro abitudini. Senza forzature se non quelle determinate dal progresso – chiamiamolo così anche se non sempre lo è – che spesso sottrae spazio vitale […]

  

“Mektoub my love”, l’insostenibile leggerezza delle vacanze teen

mek4mek2mek1mek3

Un’estate di gioventù al mare. Coppie che si sfasciano prima ancora di nascere. Fantasmi di fidanzati lontani, traditi ripetutamente da ragazze a dir poco disinvolte. Intrecci e incroci fra età e generazioni dove il gioco delle rassomiglianze si accavalla a quello dei sogni rimasti delusi e dei matrimoni mai celebrati. La famiglia è fortemente presente come l’amicizia sbocciata in un’infanzia serena e trascinata nel corso degli anni, quando – guardandosi indietro – spunta l’immancabile retroscena, scontato come l’acqua fresca. “Mi piacevi, facevo a gara con le amiche per farmi scegliere“. Storia di un fotografo che sogna di ritrarre il nudo […]

  

“Sergio & Sergei”, comunisti dispersi nel sapere e in orbita

ser2ser1

Furono gli anni più difficili, ma li ricordo con una felicità, ma più riassaporata.   Quel pezzo di mondo era andato in frantumi. Il blocco comunista si era sgretolato, l’Unione sovietica non esisteva più e con essa i suoi satelliti navigavano senza bussola in una galassia terrestre che non sapeva più dove andare. Le strade del professor Sergio e del compagno Sergei le hanno unite le stelle, ma questo nessuno lo poteva immaginare. Tranne una radio da amatore che all’improvviso aveva gettato nel disorientamento il regime cubano e nello sconcerto un astronauta “dimenticato” nel cosmo. In realtà lasciato fluttuare senza […]

  

“Capharnaum”, bambino si racconta A Cannes 2018 il traffico di minori

caf1caf2

Pensavo che fossimo destinati a crescere tra uomini che si amano e si rispettano, ma ho visto che questo mondo è un orrore.   “Chiedo che questa coppia non faccia più figli. Non li merita”. L’essenza di Capharnaüm sta in questa domanda al magistrato fatta dal piccolo Zain, un ragazzino di dodici anni che la vita ha buttato su una strada. Ha lasciato crescere tra le pieghe di una società che i bambini li vende. Li tratta come merce di scambio. E non se ne vergogna perché ha saputo convincere se stessa e altri che, talvolta, disfarsi di loro può essere una nuova opportunità. Dolce […]

  

“Abracadabra”, l’ipnosi scombussola un marito preda del tifo calcistico

abra1abra2

Un marito che ha occhi solo per la sua squadra del cuore può essere un serio problema per sua moglie. Ma se un giorno, andando a un matrimonio, si lascia ipnotizzare per gioco e si ritrova con un’anima diversa, il problema potrebbe rimanere. L’incantesimo regala a Carmen (Maribel Verdù già vista nel Labirinto del fauno di Guillermo Del Toro e ne Le 13 rose  di Martinez Lazaro) un uomo diverso e a lei, inizialmente, quell’hooligan convertito che ha divorziato dal Real Madrid non dispiace. Ma quando sembra che quell’esperimento tra il serio e il faceto abbia avuto conseguenze miracolose, arriva la sorpresa. […]

  

Cannes 2018: “Dogman” conferma pregi e difetti di Matteo Garrone

8c5361e3c0DOGMAN-Notes-054Unknown

Marcello è un nome di fantasia ma sul grande schermo evoca tanto. Un attore icona del cinema italiano negli anni più luminosi. Una scena a Fontana di Trevi. Il recente protagonista di Euforia di Valeria Golino in corsa al festival di Cannes nella sezione “Un certain regard”. E si potrebbe continuare. Tra questi estremi sta dentro un po’ di tutto, ma si arriva all’oggi dove Marcello (Marcello Fonte, incontrato anche in Io sono Tempesta di Daniele Luchetti) è il canaro della Magliana nella libera rivisitazione fatta da Matteo Garrone  – noto per Gomorra e Il racconto dei racconti – in Dogman. Le analogie con il caso […]

  

Cannes 2018: la faccia d’angelo Cotillard è una madre degenere

Unknownalban-lenoir-gueule-d-ange-c-est-le-film-que-j-attendais-15260669745825229.jpg-c_300_300_x-f_jpg-q_x-xxyxx

Se qualcuno volesse smontare le teorie di Cesare Lombroso, tese a dimostrare che il volto è spia di una delinquenza reale o potenziale, come del resto anche il suo contrario, Gueule d’ange – che in italiano significa “Faccia d’angelo” ma non è certo che venga distribuito con la traduzione letterale del titolo originale – è il film più adatto. La regista francese, Vanessa Filho, ha scelto come protagonista Marion Cotillard, premio Oscar nel 2008 per La vie en rose dalla quale tutto ci si attenderebbe, eccezion fatta il personaggio della madre degenere e sbandata, cui il volto Dior per eccellenza presta invece la sua immagine. […]

  

Il blog di Stefano Giani © 2018