c2Sarà Earl Stone, un’ottantenne autista con problemi di denaro a causa dell’anticipata chiusura della sua azienda, il nuovo personaggio interpretato da Clint Eastwood che da poco ha compiuto 88 anni. E ha festeggiato tornando doppiamente sul set perché del film provvisoriamente battezzato The mule sarà regista e interprete. Le riprese sono iniziate ieri ed è ancora presto per fissare una data di uscita anche se è facile prevedere un esordio dopo settembre e prima di Natale. L’autore californiano è allergico alle vetrine dei festival e trascura geografie e presunte precedenze. American sniper uscì in Italia – alla quale Clint è fortemente legato – prima ancora che negli Stati Uniti, seppur per una manciata di giorni. E nemmeno si lascia condizionare troppo dalla corsa all’Oscar. È probabile però che voglia affacciarsi alla ribalta in un periodo utile per non perdere la corsa alle nomination. Seppur consapevole di non essere particolarmente amato a Hollywood per le sue manifeste simpatie repubblicane, Eastwood non rinuncia a confermarsi un divo integro e controcorrente e lancia la sfida. Dopo anni di celebrazioni dell’americanità (American sniperSully e il discusso 15.17: Attacco al treno) musical (Jersey boys), fantastici (Hereafter) e biografici su Mandela e Hoover, Clint Eastwood torna dietro e davanti alla macchina da presa al tempo stesso come non accadeva da dieci anni.

L’ultima volta avvenne nel 2008 per Gran Torino, al quale il prossimo The mule si ricollega idealmente. Earl Stone è infatti un anziano che ha visto la liquidazione anticipata della sua azienda e si ritrova sul lastrico. Accetta un lavoro da corriere per un impiego che ha l’unico requisito di saper guidare un veicolo. L’uomo si rivela scrupoloso e abilissimo e il suo carico cresce con il passare dei giorni, ma quando Stone si accorge di trasportare droga le sue preoccupazioni s’impennano. Vuol uscirne ma non sa che cosa fare, l’angoscia di mettersi contro il cartello dei trafficanti è un rischio concreto. Stone si accorge di essere sotto osservazione da parte dei suoi “datori di lavoro” e dall’agente della Dea Colin Bates. Nel frattempo, risolti i problemi di natura economica, affiorano quelli relativi al passato di Stone che s’interroga. Chi sarà il primo ad acciuffarlo. I criminali del narcotraffico o i tutori della legge… Tuttavia il vecchio Earl è una sorta di controfigura del Kowalski di Gran Torino e l’energia non fa difetto, come del resto non ne fa all’attore che lo interpreta, perfettamente su misura per la taglia di un Clint Eastwood che mai ha fatto di paura ed esitazione la propria cifra distintiva. A fianco di Clint Eastwood, colleghi collaudati, parenti e soprattutto volti noti che con lui non hanno ancora recitato. Bradley Cooper fu il protagonista di American sniper ora nei panni di Bates, Alison Eastwood e figlia di primo letto del regista ai quali si aggiungono Dianne Wiest, una delle muse di Woody Allen (La rosa purpurea del Cairo, Pallottole su Broadway, Hannah e le sue sorelle) nei panni della moglie di Earl Stone, Lawrence Fishburne (già con il regista californiano in Mystic river), Taissa Farmiga e Michael Peña (Collateral beauty di David Frankel con Will Smith e Sopravvissuto di Ridley Scott).

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