cri1Non ci sono strane persone… solo persone miopi.

Anche tra i maghi esistono codici sentimentali. Chiamiamoli amore o forse semplici legami. O ancora equivoci, più che abbagli. Proprio come avviene nel mondo reale. Lo scacco è tutto qui. I crimini di Grindelwald di David Yates, già regista di Animali fantastici e dove trovarli, di cui è il naturale seguito rappresenta il tessuto relazionale del mondo impenetrabile della magia. La colpa – o forse il merito – è di aver calato questi personaggi dotati di poteri stupefacenti in un mondo plausibilmente verosimile. Ossia il nostro. E poco importa se la bacchetta c’è l’ha solo Newt Scamander (Eddie Redmayne di La teoria del tutto oltre naturalmente ad Animali fantastici e dove trovarli) e gli serve per ipnotizzare un gattone – lo Zouwu – con il corpo a strisce simili alla tigre, una criniera leonina, artigli affilati, lunghe zampe attorcigliate che fa scintille quando si gonfia. Devasta ogni cosa e si placa, improvvisamente, davanti al sonaglio di Newt che assomiglia a un campanello per neonati e ha la stessa fisionomia di Zouwu. Benvenuti nell’illusionistico mondo dei maghi che a sua volta si sforza di rispettare quello creato da chi sortilegi non sa crearne. Perché, in fondo, sono uomini – e donne, naturalmente – anche questi domatori dell’incredibile in cui tutto fila liscio fino a prova contraria. Finché un incantesimo. Finché una sorpresa. Finché.

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Finché anche il cattivo di turno, Gellert Grindelwald interpretato da Johnny Depp, si cala in questa realtà probabile, dove essere perfidi appare una prospettiva. In sostanza, questo emblema del Maligno ha la seduzione satanica di sembrare normale. Non gli interessa sottomettere popoli, ma vuole conquistarne il plauso. Convincerli. Soggiogarli senza una schiavitù, spingendoli ad aderire al suo progetto di riunire i maghi purosangue per governare su tutti gli esseri non magici. La conquista del mondo, insomma. Un piano non proprio estraneo alla storia dell’umanità. Irraggiungibile, al contrario dei disastri compiuti nel tentare di perseguirlo. Gli orizzonti di grandezza non si addicono alla galassia terrestre nemmeno se all’improvviso compaiono animali fantastici da una valigetta. O forse, proprio per il loro intervento, la sciagura sarà scongiurata. Asticello, il rametto verde, compagno di viaggio di Scamander e lo Snaso, il piccolo roditore sono l’eredità della fauna che passa dal primo al secondo episodio con la disinvoltura di un seguito impersonato dallo stesso maghetto protagonista. Il mondo diventa quindi un’oasi frastagliata di presenze. La diversità degli uomini – divisi al loro interno tra non maghi, obscurus e maghi – si arricchisce di nuovi generi faunistici che solo il magizoologo Scamander riesce a gestire e a pilotare.

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Kelpie, la gigantesca creatura verde simile a un drago somigliante a “una distesa di alghe”, vive sott’acqua e impegna Scamander in una bella fatica per cavalcare l’insolito drago e alimentarlo. Subacqueo o terrestre, il mondo di Animali fantastici – I crimini di Grindelwald si regge su rapporti che nascono e si affievoliscono. Cambiano e si chiariscono. Come talvolta accade anche alle latitudini dei poveri mortali. Così Scamander scopre che il suo maestro Albus Silente (Jude Law visto anche in Gran Budapest Hotel) non può combattere il perfido Grindelwald perché legato da un patto di sangue e il lavoro sporco tocca a lui. Ma il malefico ha poteri imbattibili al punto che riesce a fuggire perfino dalle prigioni dove si trovava incarcerato alla fine del primo episodio. E se Scamander è inviso al Ministero della magia per averlo messo a soqquadro nella prima puntata, ora può redimersi in cambio di un’alleanza con il fratello. L’obiettivo è la cattura del fuggitivo Credence che il magizoologo sa essere morto, ma non scappato. Rifiuta la proposta del ministero perché non vuole uccidere e intuisce che, se catturerà il fuggiasco, quest’ultimo verrà eliminato. Asse familiare rotto e subito ripristinato da Leta Lestrange (Zoë Kravitz), ex compagna di studi di Newt, ora legata affettivamente al fratello Theseus nella squadra del ministro in doppiopetto. L’amica di un tempo è sul punto di diventare cognata e la notizia è di dominio pubblico, eccettuata Tina Goldstein (Katherine Waterston) che ha un diavolo per capello e una folta chioma corvina.

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Anche nella dimensione della magia, insomma, c’è un tocco da fotoromanzo che oggi potremmo chiamare soap opera e nessuno si scandalizzerebbe. Un intreccio da feuilleton rosa pallidissimo che fa impallidire il devoto pubblico dei maghetti. E non solo. Amore. Correttezza. Lealtà. In questo mondo come in quell’altro sono valori rincorsi e non sempre realizzati, ma tant’è. Basta la buona volontà, in fondo. E se ognuno cerca di non deludere le persone alle quali tiene, inevitabilmente finisce per ostacolare o intralciare i rapporti sociali di quotidiano battito cardiaco. La gioia dell’uno è l’ira frustrata dell’altro. Scamander non può sottrarsi alla commissione del suo maestro, ma ciò gli impone di fronteggiare il fratello come un nemico. È l’occasione però per ritrovare il sorriso – si fa per dire – dell’infuriata Tina che provoca lo sguardo in tralice di Leta, mentre il perfido Grindelwald rompe matrimoni. Il no-mag – che non c’entra con no-tav – Jacob Kowalski (Dan Fogler) assiste alla fuga della promessa mogliettina Queenie (Alison Sudol), sorella di Tina, che è decisa a seguire il nuovo guru del Male. Insomma, per chi non l’avesse capito, serve una mappa delle parentele per orizzontarsi in questo I crimini di Grindelwald, frullatore di legami che si sgretolano davanti agli Animali fantastici.

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IL RETROSCENA - È durato alcuni mesi il lavoro per disegnare le nuove creature che affollano il film, poi il passaggio alla fase realizzativa ha comportato nuovi passi. Un gruppo di burattinai ha fornito sagome fisiche per le bestie che comparivano in scena, con le quali gli attori dovevano confrontarsi. La loro raffigurazione tangibile, oltre che semplicemente annotata a livello di schizzo, ha creato una forma di interazione tra l’uomo e la fantasia di queste nuove specie di fauna. Lo Snaso è stato ricavato usando piccoli sacchi imbottiti, mentre lo Zouwu ha richiesto l’impiego di almeno tre burattinai, uno dei quali muoveva la testa, un altro il corpo e altri la coda lunga tre metri. Riprese subacquee e a bordo vasca, invece per Eddie Redmayne che cavalca Kelpie, mentre è risultata più facile la gestione di Augurey, il volatile simile a un gufo dal becco ricurvo, la Leucrotta – un alce dalle corna lunghe e dentellate – e i Metagot, i felini che assomigliano ai gatti Sphynx glabri, utilizzati come addetti alla sicurezza del Ministero.

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