mam1Dieci anni e il resto mancia. Sophie (Amanda Seyfried) resta giovane, ma purtroppo è orfana. Donna (Meryl Streep) è il ricordo vivo nel cuore delle sue tre amiche e dei suoi spasimanti di cui uno è il papà di Sophie. Di mezzo c’è sempre un albergo e una Grecia giocherellona che continua a fare bisticci con i cuori dei protagonisti. E poco importa se sono un po’ stagionati nel frattempo oppure hanno il piglio fresco di nuovi amori e nuove speranze. C’è sempre una ragazza ambita da tutti e c’è sempre chi scalpita e vuol fare il furbo. C’è un tempo ballerino che sconquassa la festa d’inaugurazione dell’hotel che era stato il sogno a occhi aperti e il motivo della fuga della mitica Donna. E ci sono gli Abba perché Mamma mia! Ci risiamo di Ol Parker, sostituto di Phyllida Lloyd, è il sequel di quel mitico musical che aveva sbancato anche Broadway. Insomma, dieci anni dopo, qualcosa è cambiato e davanti alle tante presenze c’è pure chi non è più di questo mondo. Oltre a Donna sono scomparse anche le musiche celebri, perché stavolta sono le altre canzoni dello storico gruppo svedese a essere state saccheggiate. Il pregio è aver evitato le ripetizioni, il difetto è che forse certe suggestioni sono davvero difficilmente replicabili anche se Mamma mia 2 – come è stato pure ribattezzato questo film – è un nuovo bagno di allegria che non fa mai male. E non sarà un caso se, a qualche mese dall’uscita nelle sale e all’alba di Natale, arriva un’inedita clip in accompagnamento all’edizione home video disponibile in tutte le declinazioni tecniche, dal dvd al blu ray.

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Così chi avesse perso il primo può cominciare dal secondo  e seguire a ritroso le vicende di Sophie che diventa donna – o Donna – giacché le vite delle madri talvolta si riflettono in quelle delle figlie. O, se preferite, il destino delle mamme si perpetua in quello delle loro eredi. Vite in fotocopia, insomma. E la si legga come si vuole. Filosofia oppure mancanza di originalità narrativa ma tant’è. Il film lo si guarda volentieri perché le musiche conquistano e i volti sono famigliari. Tuttavia, decriptarlo è una continua sorpresa e un’operazione laboriosa, le troppe rassomiglianze fra le aspirazioni e i sentimenti di Sophie e di sua mamma tendono a complicare la trama e a sovrapporre le due figure. A questo proposito il titolo è perfettamente calzante. “Ci risiamo” indica in modo originale e scanzonato sia l’idea del sequel sia quella di un destino tanto bizzarro dal riproporre in tempi diversi lo stesso copione esistenziale. Non manca il momento della nostalgia in una chiave che stempera la malinconia e suggerisce il richiamo di tempi andati che sembrano inevitabilmente tornare. Sam (l’ex 007 Pierce Brosnan), Harry (Colin Firth de Il discorso del re e ovviamente Mamma mia) e Bill (Stellan Skarsgard di NymphomaniacL’uomo che uccise Don Chisciotte) sono lì a dimostrarlo. Esempi e simulacri di una famiglia allargatissima che fa rima con abitudini sociali trasgressive quanto lo sono ancora – dieci anni dopo – le due amiche di Donna, impenitenti cacciatrici dell’homme fatale che stavolta ha le sembianze di un messicano in pensione, nel quale Ruby Sheridan (la rediviva Cher) riconosce uno spasimante di gioventù. Buffi incroci al sapore di revival. Ma in fondo, ci risiamo. E il cerchio si chiude.

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