bel3Bella lo era davvero. Una viandante che si era accontentata di una mamma adottata sotto le assi di una catapecchia in procinto di essere ricostruita. A salvare quelle due creature era una colonia di gatti. Inquilini di diversa specie e famiglia che, a dispetto di una natura opposta, convivevano in perfetta armonia. Poi venne l’uomo che non sempre ha un volto cattivo perché di facce ne ha due. Quella mite del soccorritore, quella crudele del profittatore che conosce soltanto l’interesse e il denaro. Il bipede benevolo aiuta Bella e le offre un tetto e tanto cuore, pur continuando a portare pasti pomeridiani ai suoi compagni di indigenza. Il viso torvo dell’accalappiacani si coniuga a quello del costruttore e il sorriso mite di Lukas alla salvezza. Lo scontro è inevitabile ma siccome Un viaggio a quattro zampe di Charles Martin Smith, uno de Gli intoccabili, è una favola… tutto è bene quel che finisce bene anche in questa sorta di Torna a casa Lassie del terzo millennio. Tutto in realtà nasce da un equivoco. Lukas è costretto a dare in affido Bella a un parente che vive lontano. Quattrocento miglia sono sufficienti a cambiare stato, contea e regole nell’America perbenista che non sempre ama i cani. E la cagnolina sarebbe salva, lontana dalle grinfie del Colorado, dove l’accalappiacani non è capace di distinguere le razze e chiama pittbull anche quelli che non lo sono. Bella non capisce la sottigliezza, sa solo che vuole ritrovare il suo Lukas. E qualche minuto prima che lui torni a prenderla, lei scappa per tornare da lui. Destini all’incrocio, insomma.

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È una “sliding door” a quattro zampe quella che impedisce a Bella di incontrare Lukas. E da lì inizia il lungo e tormentato viaggio verso casa di quella dolce cagnolina guidata dal cuore prima ancora che dall’istinto. Incontrerà amici pavidi e ruggiti rassicuranti. Troverà nemici violenti e sopraffattori. Ingrati e distratti senz’arte né parte. Uomini e animali che tuttavia rappresentano la stoltezza dei primi e la natura predatrice degli altri. Tuttavia qualsiasi vita stringe amicizie inattese e imprevedibili anche fra caratteri all’apparenza tanto lontani da sembrare inconciliabili. È il mistero di quella forma di amore che ha i confini e contorni del saper apprezzare anche le diversità dell’altro. Un’arte in cui il cane è maestro e l’uomo un incapace allievo costretto a imparare molto altro oltre a questo. Gratitudine. Devozione. Perdono. Riscatto. Infinite declinazioni di un amore che soltanto chi ha avuto dal cielo il regalo di condividere le sue ore con un compagno tanto fedele e assoluto è in grado di riconoscere. E Bella ne è il riassunto. Un compendio di virtù normali a quattro zampe ma tanto sconosciute nella loro ripetitiva eco sulla bocca di umani convinti di detenerne segreti, misconoscendo i valori. Seppur acciaccata ma tutt’altro che offesa e limitata, la protagonista arriva alla meta e ricongiunge intorno a sé una comunità che l’aveva già data per spacciata.

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Rassegnazione. Un altro elemento sconosciuto ai nostri pelosi amici. Se oltre seicento chilometri a piedi sono troppi per un uomo non sono un ostacolo per un cane. Bella ci ha messo due inverni per ritrovare la strada e la sua famiglia, ha superato asperità che – simbolicamente – rappresentano le insidie della vita ma è riuscita a ricomporre un quadretto di amicizia e felicità. Davanti ai volti sorridenti dell’amore ricambiato a due zampe si schierano gli sguardi torvi dei vecchi nemici, finalmente emarginati. Il cagnolino ha ricostruito il mondo a suo modo e a sua immagine. Il compagno di vita perché ogni cane ne ha soltanto uno. La famiglia umana alla quale si lega dopo essersi allontanato precocemente da quella animale. Insomma, una piccola poesia che collega l’infanzia all’età adulta che si ritroveranno felicemente mescolate in una platea con il denominatore comune dell’amore verso gli animali e verso i cani in primo luogo. Un magico mondo fatto di un sentimento di tenerezza che soltanto chi ha provato direttamente sa di non essere più capace di rinunciarvi. E non si stupisce se spesso l’assenza di un cane ha un prezzo più alto di quella di un umano. Nessuno lo dice. Tutti lo pensano.

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