Unknown-1Alla misera Sookee non era rimasto più nulla. Orfana e senza parenti, gli unici che si ritrovava erano quelli che la avevano adottata. La matrigna trafficava in merce rubata. Il fratellastro era un falsario. La sorellastra viveva di borseggi. Lei stessa era figlia d’arte naturale e sua madre era una nota ladra, molto apprezzata nei bassifondi della criminalità. Nata e cresciuta in questa temperie, la giovane non poteva immaginare che, a salvarla, sarebbe stato l’amore, ben lontano però dai sentimenti tradizionali. E Sookee sarebbe stata il terzo lato di un triangolo tutt’altro che tradizionale. Mademoiselle di Park Chan-wook è la storia di due donne, icone di opposti. L’una, fatalmente e inutilmente ricca, trascorre le giornate in una sorta di inedia, intervallata dalla lettura di libri rari a tema erotico per lo zio e la sua cerchia di selezionati amici. L’altra, inesorabilmente povera, è un’analfabeta destinata a lavori umili. I tratti comuni le vedono – entrambe in prospettive diverse – segregate dal mondo esterno e tenute sotto scacco dal “Conte”. Spregiudicato arrivista, l’uomo sogna di sposare la possidente, smantellare le sue ricchezze e dichiararla pazza internandola in un manicomio. Lo strumento di questa strategia è la stessa Sookee che nulla ha a chiedere e a pretendere dalla sua vita di congeniti fallimenti. Tra le due donne si accenderà però una complicità che nasce proprio dall’accesso all’istruzione dell’una e proseguirà su una reciproca affinità di cuori che rischierà di intralciare i piani dell’avventuriero.

Unknown

Presentato in concorso a Cannes nel 2016, il film è ispirato a Ladra, il romanzo della scrittrice britannica Sarah Waters, pubblicato nel 2002 e primatista di incassi. Il regista lo ha ambientato nella Corea degli anni Trenta, al tempo dell’occupazione giapponese. La stessa casa in cui si svolge gran parte della vicenda mostra tratti tipici e caratteristici delle due culture asiatiche ma è la tecnica narrativa a sorprendere maggiormente. Mademoiselle è costruito su una tripartizione che stravolge la vicenda dalla prospettiva cronologica e la rielabora dal punto di vista interno al racconto. I capitoli mettono dunque in luce una successione che parte da ciò che dovrebbe accadere per giungere all’esito voluto e solo idealmente raggiunge questo obiettivo perché la parte finale si compone attorno alla dinamica che ha mandato in frantumi la strategia. E la chiave è rappresentata proprio dall’amore, che assume i contorni di un sentimento capovolto capace di mettere sottosopra perfino l’impossibile geografia triangolare del cuore. Non soltanto perché l’attrazione omosessuale femminile che accende la passione tra Sookee e l’ereditiera ribalta la figura dell’uomo in un’ipotenusa senza futuro ma anche perché nasce tra due estremi. Il tentativo della donna di dare un’istruzione alla sua ancella. L’erotismo rappresentato dai libri che la protagonista legge alla platea maschile, plasmata dell’insolita passione – e stavolta in senso non più carnale – verso una forma molto particolare di letteratura a sfondo sessuale.

images

Park Chan-wook, già autore del capolavoro Oldboy, ripreso anche da Spike Lee in un remake americano del celebre manga, racconta dunque una storia tra luci e ombre, che si riflettono anche inevitabilmente nel concetto di casa. Dove cioè si svolge la vicenda. La trama di sguardi che attraversa tutti i personaggi domina il tessuto delle loro relazioni e in qualche caso annega negli spazi vuoti dell’abitazione in cui vivono zio e nipote. Mare deserto. E qui si introduce l’ancella, colpita dall’imponenza gelida di quelle camere, tutt’altro che familiari e invitanti. A Sookee ne vengono preclusi alcune. Come la biblioteca, considerata uno spazio quasi sacro e privato, al punto che il paradosso sta in ciò che non viene detto. E l’aspetto ironico sembra annidarsi nell’inutilità di una tale proibizione a chi non è in grado di leggere, nondimeno disposta all’ascolto. Il misticismo di quell’ambiente, così riservato come i particolari che attengono alla sfera del corpo e alla gestualità sensuale, diventa dunque qualcosa che – al di là del personale – si trasforma in un lato nascosto. Come l’approfondimento intellettuale non va esibito né sventolato, altrettanto viene custodita la natura intima di quelle letture, in un tutt’uno in cui si fondono corpo e intelletto. E la sacra religione dell’intimità celebra il suo rito di segreti e confessioni. Silenziose confidenze. Madri di complicità.

incorporato da Embedded Video

Tag: , , , , ,