“Il segreto della miniera”: tracce di foibe nella coscienza del dopoguerra

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A suo modo era una foiba. Un cimitero nascosto sul quale la pace dell’oblio era sceso e durato oltre mezzo secolo. Che cosa fosse accaduto in quella miniera nessuno lo sapeva con esattezza e chi era vivo, in quei giorni era solo un bambino. Il mistero aleggiava e, a diradarlo, ci ha pensato la crisi economica. La miniera andava venduta ma prima che l’operazione fosse possibile, serviva una relazione sul suo stato al momento della transazione. Alija, operaio di fiducia, era stato incaricato di redigerla. La sorpresa, però, era lì ad attendere la fine di tutto e il tecnico si […]

  

“Downton Abbey”, la nobiltà inglese trasloca dalla tv al cinema

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Io ho fatto la mia vita, me ne dovrò andare ma non mi dispiaccio. È giusto così. Ora tocca a te. Nel castello di Downton Abbey i giorni passano nobilmente tranquilli. A sconvolgere l’ordinarietà è una lettera. Il re e la regina sono in arrivo. Trascorreranno una notte nel maniero prima di riprendere il viaggio, così la vita della famiglia Crawley subisce un’improvvisa impennata. La visita di Giorgio V e della regina Maria imprime la svolta. L’occasione di una vita è alle porte e tutti – dalle cucine ai pari del sovrano – ne subiscono il fascino. Sale la febbre […]

  

“Il mio profilo migliore” è sui social: il volto inesistente del cuore

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L’amore al tempo dei social è un intrigo tra vero e falso. Il rapporto fra ciò che appare e quelli che si è. Identità nascoste. Pseudonimi dietro i quali si nascondono volti celati da psicologie contese. Finzioni che hanno il sapore di sfide per assaggiare il grado di appetibilità sul mondo degli sconosciuti. Generalità che diventano altro e persone inesistenti parlano e si lasciano guardare con fisionomie fittizie che non corrispondono alle voci reali. L’incrocio, disorientante e devastante, mette fuori strada chi si imbatta su quel cammino finto. Il mio profilo migliore di Safy Nebbou, presentato a Berlino nel 2019 e […]

  

“Grazie a Dio” è l’ora della denuncia Ozon condanna i preti pedofili

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La maggior parte dei casi, grazie a Dio, sono prescritti. Il silenzio della colpa e della vergogna. La parola dell’arroganza si avvicina alla mistificazione. I cosiddetti “casi” sono in realtà abusi. Reati contro la persona. Lesa sensibilità. La cerchia degli scout e i confini dell’oratorio per molti bambini sono una seconda culla. Un approdo sicuro, senza insidie. Tuttavia quando il demone della violenza vi si annida e nasconde, ogni difesa è azzerata. Quando il malfattore ha il volto amico di tanti giorni, difendersi è impossibile. È il destino che ha colpito decine di ragazzi nell’orbita della Chiesa e delle giovani […]

  

“Scary stories” gioca con Halloween: lo scherzetto dell’inquinamento

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Dì la verità… Lo spaventapasseri Harold non voleva saperne di sottomettersi alla mazza da baseball dei bulli di quartiere. E tanto meno si limitava a impaurire gli uccelli. Lui, Harold, era uscito dalle pagine di un libro ma nessuno lo sapeva. Stava lì a ingannare i pennuti con i crampi della fame e l’occhio ingolosito per qualche semino in più. Non leggere è lacuna pesante ma quei racconti erano davvero introvabili e nascondevano il segreto che Sarah Bellows aveva consegnato a un quaderno, regalatole dalla sua tata. Con quella sorta di diario, che tale mai fu, nelle cantine della villa […]

  

“Gemini man”, sicari in lotta fra loro I figli ereditano i delitti dei padri

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Un uomo e il suo doppio. Un sicario che si ritira dall’attività e uno che inizia. Il suo esordio è bruciante. Nel mirino sta l’originale che quell’improvvisato clone deve abbattere per dimostrare di essere il migliore. L’essere umano e la chimica. Il cuore, che significa emozione. E una ragione azzerata. Automatismo del nulla. Prodotto del progresso che non sempre significa migliorare ma, semplicemente, alla latina, andare avanti. Un concetto liminare perché non offre una dimensione della qualità di questo procedere. Ed è proprio su questo punto che s’interroga Gemini man, l’ultima fatica del regista cinese Ang Lee, ponendo in primo piano […]

  

“Le verità”, le false confessioni scritte da un’attrice al capolinea

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Il passato e la memoria. Retrospettiva distorcente. Giudicare ciò che è stato ha i contorni di un profilo che una lente deformante ricostruisce con un disegno nuovo. È il tempo trascorso a cambiare valutazioni e interpretazioni. La fisionomia del sentimento e gli errori lasciati per strada vengono sottoposti a un esame che non ha precedenti, concluso da esiti in cui non sempre è facile riconoscersi. E Lumir (Juliette Binoche) non ha ritrovato se stessa nelle pieghe delle pagine di mamma Fabienne (Catherine Deneuve), una nota attrice al capolinea che scrive la sua autobiografia per compiacere il pubblico dei suoi ammiratori. […]

  

Un “Joker” tra follia e dolore: violenta la vendetta del misero

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La beffa di questa malattia è che tutti ti credono sano.   Ridere fragorosamente – e di rado contagiosamente – quando non ce n’è motivo è un dramma. Anche per un aspirante comico che, alla prova della ribalta, dimostra di non saper far ridere. Tragedia nella tragedia. E soprattutto patologia beffarda. Comincia così la vita di Arthur Fleck, costretto a fare il pagliaccio nelle strade, per raggranellare qualche spicciolo. Altalena tra riso e pianto. La sua unica amica e compagna di vita è una madre malata di mente, che a suo tempo lo ingannò raccontandole di un padre mai esistito. […]

  

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