020-2Elisa è vissuta veramente. Un’intensità che non ha fatto rima con longevità. E ha commosso l’Italia intera per quei diciotto regali, lasciati in “eredità” a una figlia che la sorte non le ha dato modo di conoscere. Il 28 settembre 2017 se n’è andata a soli quarant’anni, lasciando la piccola Anna con l’uomo che non ha mai smesso di amarla, anche tuttora che appartiene a una dimensione diversa. Superiore. Irraggiungibile, se non con il pensiero e la preghiera. Elisa è anche la protagonista di 18 Regali, firmato da Francesco Amato che lo dedica e s’ispira alla figura della Girotto affidata ai panni di Vittoria Puccini. La donna, che ebbe un travagliato passato in termini di maternità, riuscì finalmente a rimanere incinta ma proprio un’ecografia legata alla gravidanza permise di scoprire una forma tumorale talmente aggressiva da non lasciarle scampo e solo un paio di mesi di vita. Quando capì che non avrebbe visto crescere la sua bambina, Elisa iniziò a mettere da parte diciotto doni, uno per ogni compleanno della figlia fino alla maggiore età. Nella realtà, la donna ne collezionò di più, senza dimenticare neppure il Natale. E, come spesso accade, vita e film divergono.

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Oggi Anna ha poco più di due anni e può ascoltare la voce che la sua mamma le ha lasciato registrata perché non la dimenticasse così come sta ancora scartando i pensieri, lasciati da Elisa e consegnati alle occasioni stabilite da papà Alessio, al quale è rimasto il dono di quella vita scambiata con un’altra che se n’è andata nel frattempo. Sul grande schermo invece, la bimba cresce eccome. Patisce l’insofferenza per quei regali di compleanno che le ricordano il terribile prezzo pagato finendo per odiare la sua festa. Proprio al raggiungere la maggiore età la sua pazienza va in frantumi. Fugge lontano da casa ma viene travolta da un’auto. L’incidente le consente però di vivere un’impossibile manipolazione del tempo che la proietta all’indietro riportandola a casa proprio in quegli ultimi due mesi della gravidanza di sua madre con l’epilogo a un tempo felice per la propria nascita e tragico per la morte di Elisa. 18 Regali è costruito su un asse puramente fantasioso perché le discrepanze tra gli eventi e la trama del film di Amato sono consistenti, tuttavia all’intera storia hanno collaborato attivamente i familiari di Elisa che hanno permesso di tradurre per immagini la dolorosa vicenda raccontata.

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La fedeltà agli accadimenti emerge in vari punti. In primo luogo nel matrimonio anticipato di Elisa e Alessio (Edoardo Leo) – i nomi sono quelli dei protagonisti reali – a causa del progredire della malattia. Ma non solo. L’intero dramma riflette i tristi mesi di quella tragedia familiare con la collezione dei regali destinati alla piccola Anna che, nel frattempo, ha perso anche il nonno – il padre di Elisa Girotto – recentemente scomparso. Totalmente inventata invece – giocoforza – la reazione della piccola a quei doni che le scandiscono un compleanno come rima di morte. Oggi Anna ha poco più di due anni, quindi il nervosismo verso quei doni per l’eco che conservano non è ipotizzabile. Ne è uscito un film dai grandi valori etici e morali da interpretare come un vero e proprio inno alla vita, nel momento stesso in cui sta lentamente andandosene. Il titolo, accattivante e per tanti versi seducente, sintetizza il gesto della protagonista ma non deve fuorviare dalle attese. Non c’è nulla di allegro. Piuttosto, un precipizio tragico da leggersi proprio come un esempio di amore estremo che ha spinto una madre a voler lasciare concrete tracce di sé alla figlia che non vedrà crescere. Un modo per restare. Esserci. A dispetto di un destino cattivo che le ha voluto sottrarre la gioia più grande riservata a un essere umano. Allevare i propri figli e consegnarli alla vita che li aspetta, una volta adulti. La “terza dimensione”, oltre a quella reale e – se vogliamo – onirica tende a spiegare quell’unità che il fato ha tolto ad Elisa, Alessio e Anna. Un’esperienza che non ha cittadinanza se non nell’uomo e nel suo sentire. Anche per questo il film non ha ancorato l’ambientazione a una geografia precisa. Le riprese sono state girate a Crespi d’Adda, patrimonio Unesco dell’umanità, che non evidenzia richiami diretti con il paese naturale del Trevigiano dove abita la famiglia di Elisa.

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