1554745047597.jpg--_il_grande_passo__made_in_polesineDa piccoli, i sogni rappresentano soltanto un appuntamento in agenda. Un traguardo che senza dubbio si raggiungerà, per il quale manca solo un requisito. L’età. Null’altro è in dubbio. Il coraggio è un misto di ingenuità e incoscienza ed è figlio di quell’infanzia fatta di miraggi e immagini plasmate dalla fantasia. Dario era un bambino quando il primo astronauta mise piede sulla luna e quell’attimo non lo dimenticò più. Mise radici nel suo cuore e nella mente e prese corpo con il passare del tempo. “Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità”. Un mantra che divenne vangelo man mano che la specie umana perse credibilità ai suoi occhi. E allora, sulla luna, lassù nel silenzio dell’universo e nella pace del cosmo, perché non andarci davvero… Il grande passo di Antonio Padovan è il racconto di questa ambizione, all’apparenza irraggiungibile come tante altre che appartengono ai sogni e ai voli astrattamente concreti di ogni bambino. Tuttavia è anche la contrapposizione tra l’azzardo, onirica rincorsa all’impossibile poetico in stridente parallelo con la prosastica quotidianità di un fratello lontano. Tra i due sta un padre assente che in quella magica serata dello sbarco sulla luna era il compagno di Dario. Per tutti un matto che non si era mai arreso all’abbandono del padre e aveva creduto a una bugia. Quella sbandierata partenza per l’America quando invece aveva fatto un pugno di chilometri e gli Stati Uniti puzzavano di zanzare e umidità in quel di Vercelli.

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Dario (Giuseppe Battiston già incontrato in Perfetti sconosciutiHotel Gagarin) e Mario (Stefano Fresi protagonista anche in C’è tempoSmetto quando voglio), due nomi che sono un bisticcio di consonanti sono la differenza che intercorre fra sogno e realtà. Astrazione e concretezza. Non è un caso se il secondo viene chiamato con urgenza a occuparsi del primo dal tutore legale che ne ha il controllo. Un figuro a metà strada fra uno psichiatra che certifica la follia del suo paziente e una sorta di responsabile di quell’ultimo tra gli ultimi. Soprattutto dopo aver fatto esplodere il missile con il quale voleva spingersi nel cosmo. C’erano danni da pagare nella prospettiva umana e terrestre. E solo un pezzo difettoso che mancava al propulsore, secondo la mente di quell’uomo desideroso di lasciare la terra e ciò che contiene. Mario, un commerciante di Roma, compie un viaggio complesso per incontrare lo scontroso fratello ma si accorge presto che in lui c’è del buono e nella poesia c’è la poesia del candore. Lucida consapevolezza di chi ha intuito i mali terreni e la propria differenza. Anche per questo la luna è la meta. E anche per questo la terra è un carcere. Un percorso che anche Mario sarà destinato a percorrere sulle orme del fratello, come quando aveva smascherato gli imbrogli tessuti dal padre ai danni di quel figlio tanto buono da cadere nel tranello. C’è sempre un’America da inseguire a tutti i costi, insomma. Per il padre è la vita con una nuova compagna. Per Dario è la luna di quella sera di luglio del Sessantanove. E, che si voglia la luna o semplicemente l’America, si prende atto che il mondo non è quello in cui si vorrebbe vivere.

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Il grande passo è alla portata di tutti ma serve solo quel coraggio, spesso sconosciuto. E questa sembra essere la morale di un film di immensa tenerezza in cui la scena conclusiva è il suggello di una conquistata consapevolezza che amare è aiutare il prossimo a realizzare il suo sogno. Poco importa se diverso dal proprio. E meno ancora se frutto di una profonda disistima verso i propri simili. Oltrepassare quella frontiera significa avercela fatta e Dario, da solo, non può staccarsi da terra. Ha bisogno di un complice pure per compiere quel grande passo alla volta dell’universo. A soccorrerlo sarà Mario e ad assistere all’abbandono della pochezza terrestre sarà un paese diviso fra chi continuerà a ritenerlo il gesto di un pazzo o il capolavoro di un genio ruspante. Tuttavia, mai enigma fu più inutile. La luna di qualcuno non sempre è la luna di tutti. Affascinante e seducente mistero della diversità che rende l’essere vivente “unico e irripetibile”. Il grande passo verso il satellite terrestre chiama ogni uomo. Aiutarlo a compierlo significa amore.

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