“Lazzaro felice”, candido e ingannato Il progresso è sempre un imbroglio

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Lazzaro è nome che inquieta. L’amico di Gesù, risorto dopo la morte. E qualsiasi persona associ al nome una proverbiale e cromosomica indolenza. Bizzarro diminutivo di un pigro per antonomasia. Alice Rohrwacher, quel nome, lo ha risciacquato. Profuma di ingenuità e candore. Ha il sapore di un animo puro che nessuna contaminazione ha saputo modellare o modificare. Nemmeno plasmare. Un animale raro, immune al progresso che sa di regresso e alla saggezza derivante dalla maturità. È felice e non ne conosce il motivo. Esce dall’era della mezzadria ed entra in quella industriale con la stessa disinvoltura di un clown sulla pedana […]

  

“La forma dell’acqua”, silenziosa favola di un dio e una donna muta

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La vita è il naufragio dei nostri piani   Nessuno potrà mai dire se Elisa e il mostro vissero per sempre felici e contenti, però se ne andarono insieme, mano nella mano. Abbracciati, nella profondità dell’abisso. E non li rividero mai più. Perché loro, in fondo, erano nati soli. E soli erano sempre vissuti. Lei, un’orfanella muta, faceva il mestiere che toccava a tutte le ragazzine sfortunate del mondo. Le pulizie. Nella fattispecie, in un centro nucleare. Aveva due amici, soli come lei. Il vicino di casa, un attempato omosessuale, male in arnese con il lavoro e perfino con il […]

  

Barnum, “The greatest showman” che balla fra mostri veri e “mascherati”

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L’arte più nobile è dare felicità agli altri   L’invenzione del circo – termine che deriva dal latino circus, significa cerchio e indica la struttura circolare dell’arena – data in epoca romana. Nell’antichità vi si ospitavano gare equestri, ma anche passerelle di animali ammaestrati ed esibizioni di giocolieri. Dal Rinascimento in poi questa forma di spettacolo dal vivo divenne prerogativa dei Sinti, un’etnia nomade che utilizzava le bestie per attrarre gli spettatori e incassare qualche spicciolo. Ma la sterzata verso qualcosa di rivoluzionario avvenne a metà dell’Ottocento grazie a Phineas Taylor Barnum, un cognome che ancora oggi definisce il circo […]

  

“Paddington 2″, la genuinità del dono diventa una trappola pensata dagli uomini

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La zia Lucy dice sempre che in ogni uomo c’è del buono. Basta cercarlo.   Tre anni dopo, Paddington è un orsetto ormai ambientato nella poco tranquilla Londra. S’avvicina Natale, ma questo conta solo per gli uomini che non vivono la finzione del piccolo pachiderma e vanno al cinema. Lui, il cucciolo della fiaba, non conosce il letargo ma sa bene che cosa sia la nostalgia. E il regalo che vuole acquistare non è di quelli destinati a finire sotto l’abete. Vuole inviarlo a zia Lucy, l’orsa che lo ha salvato dalla morte e vive il suo compleanno lontana da […]

  

Il Grande gigante gentile è un “nano” che ha complessi di inferiorità

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Mai andare alla finestra. Mai sporgersi oltre le tende.     Non aveva un nome. Ed era un “nano”. Il più piccolo dei giganti. Non mangiava carne e forse per questo non aveva un nome. Inghiotticicciaviva. Vomitoso. Ciucciabudella. Tritabimbo. Crocchiaossa. San Guinario. Erano tutti più grandi di lui. Ed erano cannibali. O forse è meglio dire che si cibavano di umani, visto che non si nutrivano dei loro simili. E così, lui, l’unico gigante vegetariano non meritava nemmeno di essere nominato. Divenne il GGG, ovvero il Grande Gigante Gentile. Anche se era uno zotico. Un po’ selvaggio e un po’ […]

  

“Animali fantastici”, trovarli si può purché a caccia vada solo la fantasia

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In fondo è giusto così. Che io non ricordi…   Diranno che tanto sono creature fantastiche e fantasmagoriche. E non assomigliano affatto a quelli che vediamo intorno a noi. Diranno che tanto non esistono. E forse è vero. Diranno che è solo un gioco o una fantasia. E anche questo si avvicina alla verità. Ma nessuno dirà mai che ancora una volta la salvezza viene da loro. La gratitudine la insegnano loro. L’astuzia è di casa nei loro cervelli, per definizione inferiori rispetto all’uomo. Ma non c’è da giurarci. E, tutto sommato, la pace e l’equilibrio trovano un senso nel […]

  

Elliott, pioniere del Dolby nel 1977, torna come “Il drago invisibile” in 3D

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Il pericolo della fantasia è non vedere che cosa hai davanti agli occhi   Un drago e un bambino. L’icona del cattivo e quella del selvaggio. Miopie in 3D, perché il primo non è cattivo e il secondo non è un cavernicolo, pur vivendo in un anfratto creato dalla radice di un grande albero. Misteri della foresta. Misteri incomprensibili all’uomo più uomo che c’è. Quello che non vede di fronte ai propri occhi. Guarda, ma non comprende. Distingue i contorni, ma perde i significati. Si convince di essere il più forte e non è che uno dei minuscoli ingranaggi di […]

  

“Il libro della giungla”: addio cartoon Baloo e Bagheera adesso parlano

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Chiedete a voi stessi quante vite può valere questo cucciolo d’uomo   Mowgli è triste, non vuol lasciare la comunità degli animali che lo ha allevato. Lui, l’uomo, il padre del bambino, se l’è data a gambe all’approssimarsi del primo pericolo. E tanto basta a quel “cucciolo” per capire che i suoi simili, gli umani, non sono gente affidabile. Esistono i cattivi anche nella fauna e la tigre Shere Khan vuo sottomettere alla propria arroganza tutta la giungla. Un luogo per antonomasia dove la guerra è libera e lo scontro è senza limiti. Per Mowgli però esistono i sentimenti, come […]

  

“Bella e perduta”: fiaba di un’Italia che vive tra povertà e sentimento

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Strana convinzione hanno gli uomini. Essere i soli a possedere un’anima. Sono convinto che lassù la pensano diversamente. Detto da un bufalo, lascia pensare. Sarchiapone nasce maschio e, per un bovino della sua specie, è già una sconfitta. Non serve a nulla. Nemmeno alle mozzarelle. Incontra Pulcinella che si prende cura di lui, ma il mondo è gramo. E la vita è implacabile. Eppure un destino comune li lega. Il dolore. La sofferenza. Anche quando la bontà d’animo del bipede cerca di offrire la salvezza al quadrupede. Ma la cattiveria e l’insensibilità sono sempre in agguato. E all’animale tocca la […]

  

“Annie”, i tanti volti della famiglia

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Piccola. Nera. Molto femminile. E decisamente intelligente. Lei è Annie, una delle “piccole donne” stile terzo millennio. Diseredate. Orfane. Abbandonate. Ma non sole. Annie, con un manipolo di disgraziate bambine della stessa età, riceve asilo da una sorta di Crudelia De Mon, ubriaca e dissoluta, che sembra trattarle con la stessa cattiveria con cui la celebre diva del fumetto usava i teneri dalmata. Voleva guadagnarci, insomma. Ma la bimba, incapace pure di leggere e scrivere, tenta le sue ricerche e non perde la speranza di ritrovare i genitori, al punto da tornare periodicamente all’appuntamento con loro davanti al locale dove […]

  

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