Le “Piccole donne” di Greta Gerwig, matriarcali e un po’ femministe

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Un cuore non si misura da quanto ama ma da quanto è capace di farsi amare. Gli uomini se li era portati via la guerra. Quella che rimaneva nell’America di metà Ottocento durante il conflitto di secessione era una cornice matriarcale con molte regole e poche speranze. Riuscire a raggiungere le ambizioni equivaleva a ingaggiare un’altra piccola grande guerra quotidiana contro pregiudizi e rigori in un’epoca in cui i ruoli erano fissi e le deroghe assenti. O rarissime. Piccole donne racconta questa sfida che, a distanza di un secolo e mezzo, sembra ancora attuale negli anni del #MeToo. Allora, gli abusi […]

  

“The farewell”, l’addio alla vita nascosto da un matrimonio

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La cena delle beffe è apparecchiata in quel di Changchun dove un dramma si nasconde dietro ai sorrisi. Una famiglia festeggia un matrimonio accelerato allo spasimo, ma i motivi sono ben diversi da quelli che si potrebbero ipotizzare. Nessun lieto evento in arrivo da giustificare la fretta. Tantomeno un amore, incapace di restare entro i confini. La verità la sanno tutti, tranne la nonna, malata irreversibile con pochi mesi davanti a sé, alla quale viene risparmiata l’angosciante diagnosi. Insomma, una bugia. Buona, ma pur sempre bugia. La bontà delle intenzioni non la spingono a interrogarsi neppure quando giunge dagli Stati […]

  

“Il mistero Henry Pick”: lo scrittore sconosciuto diventa un giallo

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Henry Pick morì quale era sempre stato. Un pizzaiolo. Un semplice e anonimo pizzaiolo bretone, ignaro di finire dall’oltretomba agli onori della celebrità per aver scritto un libro di successo, pubblicato – ovviamente – postumo. Dall’inopinata scoperta dell’anonimo manoscritto in una biblioteca dei romanzi rifiutati dagli editori, il libro regala fortuna a tutti. La vedova, proiettata al centro dell’attenzione mediatica. La giovane editrice, talent scout di quell’autore dimenticato. La ricerca scientifica che si avvantaggia dei diritti donati dai familiari dello scrittore. E naturalmente il pubblico che trova un nuovo idolo della narrativa. L’operazione però non convince il critico letterario televisivo. […]

  

“Last christmas”, cercasi angelo

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Katarina è una ragazza come tante. Molti sogni, poche soddisfazioni. Un po’ per colpa sua – arriva tardi alle audizioni per essere selezionata come cantante – un po’ a causa d’un colpo di fulmine con un giovane di garbo e modi gentili che assomiglia tanto a un angelo caduto dal cielo. Ma, come tanti coetanei, svagati e opportunisti, appare e scompare con una disinvoltura sospetta. Katarina (Emilia Clarke, già vista in Solo: a Star wars story) non ci capisce più nulla, colleziona rimproveri dalla titolare del negozio di regali di Natale in cui lavora ma – si sa – da innamorati […]

  

La nostalgia per “La belle époque”: meglio la finzione digitale o i ricordi

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Continua a inventare. Non so che cosa ti riservi il futuro ma vivilo fino in fondo.   Gli anni Venti – quelli della Belle Époque, per intenderci – sono lontani un secolo. La malinconia aveva lo stesso sapore di oggi ma non esistevano cellulari e telecamere. Microspie e computer. Decadi in parallelo. Passato e presente che sembrano icone di preistoria e fantascienza, distanti anni luce, più che anni e basta. A Lione “La belle époque” era un locale a metà strada tra ristorante e caffetteria e forse è esistito solo nella fantasia, o perlomeno nella giovinezza, di Victor e Marianne, […]

  

“Parasite”, la Corea dei miserabili riesce perfino a ridersi addosso

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Il denaro è come il ferro da stiro. Cancella tutte le pieghe.   La Corea che non ti aspetti ha il colore della miseria. Cupo e maleodorante come i bassifondi dove vivono delusione e insuccesso. L’altra faccia della luna triste di questo angolo di Asia ha invece il sorriso spensierato di chi la sua scommessa sociale l’ha vinta. Opposti che si toccano fino a incrociarsi. Intersecarsi. Accavallarsi. Ki era al quarto tentativo negli esami di ammissione all’università con altrettanti insuccessi. Il padre, disoccupato senza possibilità di integrazione, sopravviveva nell’impossibilità di mantenere la moglie e una figlia, tanto abile nella pirateria informatica […]

  

“Downton Abbey”, la nobiltà inglese trasloca dalla tv al cinema

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Io ho fatto la mia vita, me ne dovrò andare ma non mi dispiaccio. È giusto così. Ora tocca a te. Nel castello di Downton Abbey i giorni passano nobilmente tranquilli. A sconvolgere l’ordinarietà è una lettera. Il re e la regina sono in arrivo. Trascorreranno una notte nel maniero prima di riprendere il viaggio, così la vita della famiglia Crawley subisce un’improvvisa impennata. La visita di Giorgio V e della regina Maria imprime la svolta. L’occasione di una vita è alle porte e tutti – dalle cucine ai pari del sovrano – ne subiscono il fascino. Sale la febbre […]

  

“Le verità”, le false confessioni scritte da un’attrice al capolinea

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Il passato e la memoria. Retrospettiva distorcente. Giudicare ciò che è stato ha i contorni di un profilo che una lente deformante ricostruisce con un disegno nuovo. È il tempo trascorso a cambiare valutazioni e interpretazioni. La fisionomia del sentimento e gli errori lasciati per strada vengono sottoposti a un esame che non ha precedenti, concluso da esiti in cui non sempre è facile riconoscersi. E Lumir (Juliette Binoche) non ha ritrovato se stessa nelle pieghe delle pagine di mamma Fabienne (Catherine Deneuve), una nota attrice al capolinea che scrive la sua autobiografia per compiacere il pubblico dei suoi ammiratori. […]

  

“C’era una volta a… Hollywood”: quando il cinema riscrive la Storia

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Io ci provo…   Un sogno. Narcosi della realtà. Il cinema inventa favole e rimescola le carte di un mazzo non sempre foltissimo. In uno scorcio di secolo in cui latita la fantasia e gli spunti sono storie vere tradotte sul grande schermo senza troppi innesti, c’è anche chi immagina. E vorrebbe correggere una realtà sgradevole. Disturbante. Odiosa. Un delitto che ha lasciato tracce indelebili, quello di Sharon Tate nell’eccidio di Cielo drive, che la losca “Famiglia” di Charles Manson trasformò in un inferno, una sera d’estate di cinquant’anni fa. Accanto a Charlie says di Mary Harron che ricostruisce i retroscena […]

  

“Due amici”: quel triangolo di Garrel che ha la faccia dei drammi di oggi

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Il triangolo va considerato eccome anche se è una delle più imbarazzanti forme geometriche dell’amore. O forse, semplicemente, del sesso. E Louis Garrel ne viene influenzato e affascinato forse al di là del prevedibile. Trentasei anni appena compiuti, il figlioletto d’arte già con una carriera da veterano come attore si ritrova dietro la macchina da presa e le prime due prove seguono una simile falsariga. Amori contesi e dissipati. Idealizzati, sognati e morti. Rincorsi e partiti come il treno che fugge e dal quale iniziano le disgrazie di Mona (Golshifteh Farahani già vista in Come pietra paziente e Paterson), una detenuta […]

  

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