“Space dogs”: in orbita a 4 zampe Basta esperimenti su animali

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I martiri innocenti non hanno nome. Talvolta nemmeno cittadinanza. Non sanno di essere angeli. E l’unica strada che conoscono è quella del randagio che vaga solitario. Hanno per casa tutto e nulla. Il loro tetto è un cielo minaccioso anche quando è sereno. Ignari vagabondi del mistero. Da quaranta centimetri lo sguardo non abbraccia l’universo ma il raggio ristretto della quotidianità. Della fame. Alla luna, il lupo è abituato a ululare. Non sogna di raggiungerla. E, in fondo, non lo immaginavano neppure i meticci di Mosca. Figli di mille razze e un solo Dio, quello che vide Adamo sbarcare nel […]

  

“Santiago Italia” il golpe alla Storia firmato da Nanni Moretti

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L’Italia di oggi è peggio del peggior Cile di Pinochet     Un documentario che rinuncia alla sua caratteristica di attendibilità oggettiva al di sopra delle opinioni smette di essere un documentario ancor prima di iniziare. E questo è quanto accade a Santiago Italia, ultima fatica di Nanni Moretti, regista di grandi capacità, che in carriera ha regalato al cinema titoli di primo piano fra i quali spicca La stanza del figlio con cui vinse la Palma d’oro a Cannes, ma non ha mai smesso di schierarsi apertamente in campo politico. Il film ha lo scopo di raccontare l’intervento dell’ambasciata di Roma […]

  

Attraverso “Kedi, la città dei gatti” Istanbul vista dagli occhi dei felini

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Per i cani l’uomo è Dio. I gatti sanno come stanno le cose. L’uomo è l’intermediario con la volontà di Dio. A suo modo, Istanbul miagola. La metropoli turca, a cavalcioni fra Europa e Asia, è città di gatti. E Ceyda Torun, regista che lì è nata, ha fatto recitare questi attori a quattro zampe senza costringerli ad attenersi ad alcun copione. I mici, insomma, sono loro stessi. Nella quotidianità del loro “lavoro” e delle loro abitudini. Senza forzature se non quelle determinate dal progresso – chiamiamolo così anche se non sempre lo è – che spesso sottrae spazio vitale […]

  

Locarno 17 / L’Alabama razzista in “Did you wonder who fired the gun”

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Due famiglie. Una era morta, l’altra filmava   Un delitto nero nell’Alabama razzista di metà Novecento rimasto senza colpevoli apparenti. A distanza di oltre mezzo secolo la memoria di chi sparò non è mai stata violata e la vittima giace in una tomba anonima in qualche cimitero sperduto dello stato americano. Travis Wilkerson, discendente di S.E. Branch, sospettato di aver ucciso il nero Bill Spann nel suo negozio di alimentari, fruga tra le pieghe della sua famiglia nella certezza di trovare la verità dopo decenni di mistero. E invece. La giustizia che mai punì – e nemmeno accertò – la […]

  

“L’amatore” racconta Portaluppi: chi è l’architetto che costruì Milano

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«Quello che resta di un uomo, a distanza di anni, sono gli aneddoti». Le storie che nessuno racconta. E rimangono lì. Sepolte. In una vecchia soffitta o in una cassapanca, blindata dalla polvere. Piero Portaluppi incontrò una cinepresa nel ’29, l’anno della grande crisi. E forse fu l’unico amore al quale restò fedele. I filmini, in 16 mm, montati con cura e con cura titolati, erano conservati nel ventre di quel mobile in legno. Cassaforte dei ricordi. Erano riposti con ordine e l’ambizione silenziosa di essere proiettati. Ma nessuno li guardò mai. Il regista amatoriale era stato dimenticato. Un po’ come […]

  

“La memoria dell’acqua”: ecco il Cile fra gli amerindi e i desaparecidos

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Siamo tutti ruscelli di un unico fiume (Raùl Zurita) Un bottone di madreperla incrostato di ruggine in una rotaia in fondo al mare. L’acqua e l’uomo. Tracce di una convivenza che ha significato morte e tragedia. Ma anche vita. Da un blocco di ghiaccio, ultime vestigia restituite dal deserto di Atacama, all’acqua dell’oceano. Baratro e immensità di un dramma affogato nella memoria e in fondo al mare. E attraverso queste acque che bagnano 4.500 chilometri di costa, il Cile si racconta. E racconta i suoi fantasmi. I mostri di ieri, ancora presenti in tanti volti di oggi. Storia di popolazioni […]

  

“Janis” il male di sentirsi soli e famosi

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Janis Joplin: Sono brava, sai. E sogno di diventare famosa come te… Bob Dylan: Non sono famoso, ma un giorno lo diventeremo tutti   Sette anni di ricerche. Foto inedite. Come tanti filmati. Rari. Unici. Testimonianze della sorella Laura e del fratello Michael, minori di lei. Interviste a chi suonò con lei. Chi ne accompagnò la voce. E ne scoprì il talento. Janis – Little girl blue, il documentario su Janis Joplin, uccisa dalla droga e dagli eccessi il 4 ottobre 1970, rende giustizia alla cultura musicale. Perché qualcosa che non c’era oggi c’è. Sulla celebre cantante rock e blues, negli […]

  

“I bambini sanno”… sempre che cosa dire

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“La prima cosa che ho fatto quando è morto mio papà è stata mandargli un messaggio sul cellulare”   Amore. Lavoro. Futuro. Omosessualità. Intolleranza e violenza. Paure. Speranze. A parlare sono i bambini con la loro spontanea ingenuità. E quella sincerità che così spesso sfiora il paradosso. I bambini sanno è il secondo film di Walter Veltroni, dopo il documentario Quando c’era Berlinguer. Anche questo, a suo modo, è un documentario. Ma al tempo stesso è tutt’altro. Un film fatto di parole. Costruito sui sorrisi. Cementato da quella sorpresa che le parole dei più piccoli sanno provocare. Ne esce un […]

  

Salgado, una vita mettendo a fuoco “Il sale della terra”, cioè l’uomo

Il sale della terra? Gli esseri umani.                   Sebastião Salgado ha girato il mondo con una moglie, un bambino e una macchina fotografica. La differenza fra lui e tutti gli altri uomini che hanno solcato i continenti con una donna e un bimbo al seguito è che Salgado il “suo” mondo lo ha fatto vedere a tutti. Fotografo tra i più universalmente apprezzati, stimati e acclamati le sue immagini hanno fatto il giro del mondo. Esattamente come lui. Divisi per temi. Quelli che di volta in volta si è imposto di osservare […]

  

“Alla ricerca di Vivian Mayer”: storia di un film che esce da una valigia

…E’ come se non le fosse interessato essere famosa da viva             Poco importa come si definirebbe il suo mestiere in modo politically correct. Vivian Mayer è stata una tata. Ma questo, fino a qualche anno fa, non lo sapeva nessuno. E nessuno sapeva neppure che dietro l’apparente modestia di quel lavoro si nascondeva la maestria di una delle più prestigiose fotografe delle ultime generazioni. A raccontarne la storia, riesumandola da bauli impolverati, comprati per un pugno di dollari a un’asta disinteressata, è stato John Maloof che si è lasciato sedurre e incuriosire da quella […]

  

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