“Un affare di famiglia”, il Giappone tra crisi economica e sociale

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L’infanzia non è tempo per furti, eppure la povertà spinge a superare anche le frontiere più abiette. Osamu e suo figlio lo sapevano bene. Erano taccheggiatori. Rubavano nei supermercati non certo per arricchirsi, ma per sbarcare il lunario. La famiglia è povera, il Giappone corre a una velocità per loro impossibile da raggiungere e il divario si allarga a dismisura. Ricchi e miseri sono separati da un abisso che non è soltanto una realtà sociale palpabile. È necessità di sopravvivere in un sobborgo, ammassati tra le mura di una casa che fa tanto famiglia ma tale non è. E quando l’uomo […]

  

“Fire squad”, pompieri come famiglia Eroi americani della porta accanto

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Quando non sai decidere rispondi a questa domanda: “Con che cosa posso vivere e senza cosa potrei morire?”   Brendan sapeva due cose della sua famiglia. Non aveva mai conosciuto il padre e la madre lo aveva rinnegato, per colpa di quel suo passato tra le pieghe dei furtarelli per procurarsi la droga. Cose da poco conto, s’intende. Ma tanto era bastato a metterlo fuori gioco con la vita. Finché Brendan aprì gli occhi davanti a un’altra porta che gli veniva sbattuta in faccia. A chiudergliela sul muso fu quella che approssimativamente si poteva definire la sua fidanzata. In realtà […]

  

“The end?”, un horror mal riuscito al sapore di claustrofobia

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Gli alieni fuori. Il mondo che crolla. Un universo in decomposizione, visto dal buio di un ascensore che all’improvviso si blocca. E nulla c’entra con il caos, esploso fuori da quelle porte aperte a metà. Sul dramma di Roma invasa dai mostri, che con un morso contaminano chiunque, rendendolo un assassino indemoniato e assetato di sangue. Affamato di imporre anche ad altri il mostruoso aspetto ricevuto in eredità dopo il morso fatale. È una mattinata come le altre e Claudio Verona (Alessandro Roja già incontrato in Romanzo criminale), cinico e narciso uomo d’affari impermeabile anche alla dolce moglie, percepibile solo dall’altro capo […]

  

Locarno 18: i diritti di “Menocchio” tra la difesa e la lotta

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I diritti vanno difesi perché, se si perdono, poi occorre combattere per riconquistarli. Questione di prospettive. La briglia troppo sciolta fa perdere il controllo anche dei propri diritti. Le redini troppo rigide finiscono per forzare anche le reazioni. La duplice dinamica esce con vigore da Menocchio, splendido film italiano in concorso a Locarno dove il regista friulano Alberto Fasulo, ha affidato le sue speranze a un mugnaio analfabeta del Cinquecento, vittima vessata dall’inquisizione che lo accusa di eresia. Un tema che affiora nella Svizzera del XXI secolo, a suo tempo culla proprio di varie sette. Nel contesto di un’epoca tardo rinascimentale mostra […]

  

“Una luna chiamata Europa”: quando l’immigrato fa… miracoli

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Talvolta i miracoli accadono. Anche sotto i nostri occhi. Eppure di rado si ha la capacità di riconoscerli e non piegarli al comune e volgare sfruttamento di una personale utilità. La fede, che pur facendo rima con devozione, può anche limitarsi all’osservazione consapevole del soprannaturale, diventa un superficiale orpello in un’attualità che la vede mescolata a una quotidianità in cui le infinite occasioni di aiuto si rivelano invece spunti per ricavare un proprio specifico interesse. Immigrazione. Taumaturgia. Corruzione. Ingredienti di una società distratta, troppo spesso ormai concentrata su ben altro rispetto all’essenzialità. Una luna chiamata Europa di Kornel Mundruczò, presentato a […]

  

Carla Simòn, “figlia” dell’Aids racconta quell'”Estate 1993″

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L’Aids resta in secondo piano. Nessuno lo nomina. Nessuno lo chiama in causa direttamente. Eppure la sua ombra resta su uno sfondo più palpabile di mille inquadrature in primo piano. Il cinema cammina lungo percorsi che improvvisamente si scoprono frequentatissimi. E la peste del secolo, di cui oggi non si parla più come se fosse stata sconfitta definitivamente, sul grande schermo diventa invece protagonista. 120 battiti al minuto di Robin Campillo, Pleure, aimer et courir vite di Christophe Honoré, entrambi presenti alle due più recenti edizioni del Festival di Cannes, sono gli ultimi recenti esempi ai quali si aggiunge lo spagnolo Estate 1993 di […]

  

“Stronger”, l’uomo che non voleva essere l’eroe di Boston

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Ricorrono i cinque anni dell’attentato alla maratona di Boston che, negli Stati Uniti, rimane una ferita mai rimarginata e un secondo film torna sul tema scandagliando, dal punto di vista umano, i risvolti di quel disastro che causò tre morti, ma lasciò vittime anche fra coloro che sopravvissero. Uno di costoro è Jeff Bauman che si era appostato all’arrivo per accogliere la fidanzata e riconquistarne il cuore dopo l’ultima delle molte piccole crisi sentimentali. A frenare il suo entusiasmo fu la deflagrazione che gli avrebbe portato via entrambe le gambe. Da allora, il giovane americano si è trasformato in un […]

  

“End of justice”, paladino dei deboli diventa squalo di se stesso

end1end2Denzel Washington stars in Roman J. Israel, Esq.

L’ingiustizia ci fa ardere d’ira. Ma non ci sommergerà.   La sera che Roman J. Israel, tornando a casa, si accorse di aver infranto la legge decise di intentare una causa contro se stesso. Non gli aveva detto bene la vita. E l’ultimo sgradevole atto fu la perdita dell’uomo che gli consentì di iniziare la carriera sempre sognata. Ma ciò che lo aveva spiazzato veniva dall’interno del suo animo. Dipendeva da lui e da lui era generato. Era quella sorta di innata purezza che lo portava a difendere ogni questione che attenesse ai principi, poco importa quali fossero causa ed […]

  

“Lazzaro felice”, candido e ingannato Il progresso è sempre un imbroglio

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Lazzaro è nome che inquieta. L’amico di Gesù, risorto dopo la morte. E qualsiasi persona associ al nome una proverbiale e cromosomica indolenza. Bizzarro diminutivo di un pigro per antonomasia. Alice Rohrwacher, quel nome, lo ha risciacquato. Profuma di ingenuità e candore. Ha il sapore di un animo puro che nessuna contaminazione ha saputo modellare o modificare. Nemmeno plasmare. Un animale raro, immune al progresso che sa di regresso e alla saggezza derivante dalla maturità. È felice e non ne conosce il motivo. Esce dall’era della mezzadria ed entra in quella industriale con la stessa disinvoltura di un clown sulla pedana […]

  

“Capharnaum”, bambino si racconta A Cannes 2018 il traffico di minori

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Pensavo che fossimo destinati a crescere tra uomini che si amano e si rispettano, ma ho visto che questo mondo è un orrore.   “Chiedo che questa coppia non faccia più figli. Non li merita”. L’essenza di Capharnaüm sta in questa domanda al magistrato fatta dal piccolo Zain, un ragazzino di dodici anni che la vita ha buttato su una strada. Ha lasciato crescere tra le pieghe di una società che i bambini li vende. Li tratta come merce di scambio. E non se ne vergogna perché ha saputo convincere se stessa e altri che, talvolta, disfarsi di loro può essere una nuova opportunità. Dolce […]

  

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