“Toglimi un dubbio”: artificiere smina la notizia bomba sul suo passato

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Era apparentemente una mattina come tante, quella in cui l’artificiere Erwan Gourmelon apprese che il proprio corredo genetico non coincideva con quello dell’uomo che aveva sempre creduto suo padre. Il dubbio, o meglio l’interrogativo, è nascosto dietro il passo successivo. Chi è dunque il genitore… Eppure il mistero, sgradevole e sorprendente, si rivela tutt’altro che letale per lui, abituato ad avere a che fare con gli esplosivi per mestiere. Una cornice per nulla casuale, quella di Toglimi un dubbio di Carine Tardieu, perché gli ordigni sottotraccia, rimasti inesplosi a distanza di guerre lontane e fatti brillare dal protagonista per renderli inoffensivi, altro […]

  

“Loro”: così il divo Silvio si specchia in una “grande bellezza” decadente

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L’apparenza inganna solo i mediocri. Loro sono i potenti. Irraggiungibili. Inarrivabili. Olimpo non scalabile. Eppure ambito, anche se il percorso è l’inabissarsi nel nulla. Vortice di decadenza. Crepuscolo di un declino che sa di fiele. Fatua frontiera dell’inesistente. “Tutto vero. Tutto falso” recita il sovratitolo della locandina. Ma nomi e riferimenti non sono frutto di finzione. Specchio effimero di una realtà in cui si fanno nomi e cognomi, mascherandosi dietro volti posticci di cartapesta. Non a caso le maschere sono la costante del film di Paolo Sorrentino fra teatrino delle marionette, tatuaggi sul fondoschiena di una squillo ceduta al miglior […]

  

“Final portrait”, il genio Giacometti Un grigio pennello eccentrico

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Visto di fronte hai un’espressione da delinquente, da destra sembri uno psicopatico. Insomma se ti guardo davanti ti manderei in galera, se ti osservo di lato ti porterei in manicomio…   L’ultimo ritratto è quello che non finisce mai o forse è un po’ il destino di tutta l’arte nelle sue declinazioni. Un tocco in più è troppo, uno in meno è l’incompiuto. Così accadeva per Alberto Giacometti, eternamente insoddisfatto delle sue pennellate come dell’effetto delle sue mani sulla materia da cui uscivano creature immaginarie dalla forma allungata e lo scheletro in metallo. Visi che spesso non lo soddisfacevano, ma […]

  

“A casa tutti bene”, bugia infinita perfino nel titolo

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Staranno anche tutti bene, ma così non sembra. E se la famiglia esemplare è quella di Pietro e Alba, attempati coniugi che festeggiano le nozze d’oro, siamo rovinati. L’idea di celebrare i 50 anni di mai appassiti fiori d’arancio diventa una maschera che cade davanti alle ipocrisie di tre generazioni. Storia di finti sorrisi e baci di Giuda, accanto a baci veri e schioccanti, tanto prorompenti quanto clandestini. Vite che si intrecciano e si scontrano perché la combriccola, allargata anche a ex mogli ed ex mariti, finisce ostaggio del mare grosso che impedisce – a fine giornata – il rientro […]

  

“Sono tornato”, il Duce del Duemila ritrova un’Italia allo sbando

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Chi sono i buoni… E chi i cattivi…       Catapultato nella postmodernità del terzo millennio, attraverso la porta magica che comunica il mondo dei morti con quello dei vivi, il Duce del Duemila ha i sogni e l’ambizione dei tempi che furono. Piovuto dal cielo in divisa militare a pochi passi da una multietnica partita a calcetto tra bambini all’Esquilino, Mussolini fatica a ritrovare se stesso e luoghi che gli furono familiari. Ma soprattutto – sorpresa delle sorprese – tra l’Italia degli anni Venti del Novecento e quella di quasi un secolo dopo non sembrano esserci molte differenze […]

  

“Made in Italy”, Ligabue canta e filma lo sconforto di un italiano

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Che cosa ci faccio io qui…   Un uomo malmesso con il lavoro, la compagna e perfino se stesso. Come se non bastasse, pur senza accorgersene, aveva problemi anche con gli amici del cuore. Colleghi con i quali divideva giorni di insoddisfazione e serate di svago a caccia di qualcosa che allontanasse i problemi. Insomma, uno stereotipo abbastanza diffuso che si riflette in Made in Italy, l’ultimo film di Luciano Ligabue, già alla regia con Radiofreccia e Da zero a dieci. L’opera costituisce una parte della composita attività di un cantautore, agile con la penna in chiave letteraria – l’artista di Correggio è […]

  

“Ritorno in Borgogna”, il vino buono ricostruisce pure le famiglie

Ritorno in Borgogna di Cedric Klampish (foto di scena)bor2bor3

Da piccolo pensavo che ogni giorno in Borgogna fosse diverso, poi mi resi conto che drammaticamente erano tutti uguali. E scappai   In vino non è sempre veritas quella che inebria. E Jean, il maggiore di tre fratelli torna nell’amata-odiata Borgogna dopo un giro del mondo che gli ha regalato una donna che non lo vuole più e un figlio. Il piccolo Ben, relegato nella remota Australia, non si spiega perché papà attraversi l’oceano. Nessuno gli ha spiegato che esistono i nonni. Lui, il piccolo, vede solo filari di vite e una mamma che ragiona con i cicli stagionali dell’emisfero australe, […]

  

“Nove lune e mezza”: ecco le famiglie che popolano il terzo millennio

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I figli sono di chi li cresce, non di chi li fa.     Due sorelle. Una può ma non vuole, l’altra vorrebbe ma non può. Soggetto, avere bambini. In mezzo, uomini sull’orlo di una crisi di nervi, che poi puntualmente arriva. Come l’immancabile famiglia omosessuale  che, a sorpresa, mostra di essere molto più stabile ed equilibrata delle corrispondenti in versione etero. Insomma, si rischia forte. Il prezzo è alto, ma a trionfare sarà il buon senso, a dispetto di un titolo che non è buttato a caso. Nove lune e mezza è il tempo necessario per mettere al mondo […]

  

Locarno 17 / “Le buone maniere” per educare un lupo mannaro

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Dice la leggenda: i lupi mannari nascono dall’unione fra una donna e un prete o fra una persona sposata e un’altra libera   Notti di luna piena. Notti di trasformazioni. Carni dilaniate. Ululati e angosce. Il lupo che non ti aspetti nasce al colmo di una gravidanza che coinvolge in un tutt’uno due donne disperate. La prima, abbandonata dall’uomo che la sta per rendere madre, la seconda – senza lavoro – “sbranata” da un’affittacamere che non lascia tregua ai suoi debiti. Il bigotto cattolicismo brasileiro è la cornice di un dramma che potrebbe risultare goffo e invece riscatta uno status […]

  

Locarno 17 / Il sogno vivo di “Lucky” tra la solitudine e il deserto

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Io, fortunato, perché in guerra facevo il lavoro meno pericoloso   Lucky è fatto così, un uomo ritroso quanto determinato. Uno che vive del suo e poco si interessa ai casi degli altri. Vive al confine con il deserto e non ha lo sguardo perso nel vuoto, ma è alato di solitudine. Di quell’essere soli che non confina con la nostalgia o con la malinconia ma con l’amarezza di una routine che non protegge e annienta le ore. Le corrode. Le uccide. È assenza di vita nella stessa misura di cui rende i giorni identici come se fossero coniati da uno […]

  

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