A Locarno 18 la fidanzata d’America Meg Ryan: “Io, attrice per caso”

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“Nei guai mi sono messa da sola, lo confesso. Quella scena del finto orgasmo in Harry ti presento Sally non era scritta in nessun copione. Dovevamo solo parlarne. Come le donne fingano anche in certi momenti. All’improvviso ho sostituito le parole a espressioni e sospiri. Spontaneamente. Sotto gli occhi esterrefatti di Rob Reiner, il regista. E soprattutto quelli di sua moglie, che nel film era una cliente del locale e doveva ordinare quello che avevo preso io”. A fare l’attrice Meg Ryan ha iniziato per caso e Locarno l’ha premiata con il Pardo d’onore alla carriera. Eppure, sul set di […]

  

Eastwood ritorna attore e regista: corriere nel mirino in “The mule”

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Sarà Earl Stone, un’ottantenne autista con problemi di denaro a causa dell’anticipata chiusura della sua azienda, il nuovo personaggio interpretato da Clint Eastwood che da poco ha compiuto 88 anni. E ha festeggiato tornando doppiamente sul set perché del film provvisoriamente battezzato The mule sarà regista e interprete. Le riprese sono iniziate ieri ed è ancora presto per fissare una data di uscita anche se è facile prevedere un esordio dopo settembre e prima di Natale. L’autore californiano è allergico alle vetrine dei festival e trascura geografie e presunte precedenze. American sniper uscì in Italia – alla quale Clint è fortemente […]

  

Lucas Belvaux: “Vanno accolti gli immigrati che accettano le regole”

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Sono piccoli piccoli gli eroi dei film di Lucas Belvaux. Hanno volti da gente comune. E raccontano storie normali. Lo era la parrucchiera di Sarà il mio tipo? Lo è l’infermiera di A casa nostra che, non a caso, è la stessa attrice, Emilie Dequenne. Il film porta in primo piano la prospettiva francese su immigrazione, xenofobia, populismo. Temi italiani perché, semplicemente, attuali. E di tutti. Né destra né sinistra è l’equazione che potrebbe portare all’Eliseo il Fronte nazionale. Ne ha paura un regista belga come lei. «Vivo in Francia da quarant’anni e lo considero il mio Paese, pur essendo nato in […]

  

“Dalida”, l’angoscia della gioia invade il piccolo e il grande schermo

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Non sono d’accordo con Heidegger. La cosa più importante è andare verso l’amore Innamorarsi dell’Amore. E cantarlo. Viverlo. Sentirlo vibrare nelle corde del cuore. Poi morirne. Come erano morti tutti i suoi affetti. A partire dal padre, primo violino all’Opera del Cairo, rapito dietro il sospetto di essere una spia nazista e mai più ritornato a casa. E, via via elencando, gli uomini ai quali si legò. Sentimenti perduti in un vicolo cieco. Strozzature dell’infinito. Dalida attraversò tre vite e molti amori, ma non trovò mai se stessa né l’equilibrio delle sue ambizioni. Non riuscì a coronare studi universitari. Non […]

  

Quei miracoli firmati Jodorowsky

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Pirandello conteso. «Ho sempre cercato di essere quello che sono, non quello che gli altri hanno voluto che fossi». Poi recuperato. E reinterpretato. «Ognuno viene visto in tanti modi diversi. Nessuno può dare una definizione assoluta di un’altra persona, ma dire solo quale lato ha visto. Individualmente». Alejandro Jodorowsky è molti volti allo specchio. Eclettismo e fantasia. Magia e filosofia. Circoscriverlo al ruolo di regista è riduttivo. Romanziere e studioso dei tarocchi. Artista. Attore. Mimo. Drammaturgo. E naturalmente cineasta. In questa veste è ospite del Festival di Locarno che gli ha consegnato il Pardo d’onore e ha mandato in passerella […]

  

Mira Sorvino: “Ecco perché voterò Hillary Clinton”

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Il senso di Mira per i figli non è soltanto arte. La Settima. Cinema e celluloide. In realtà ne ha quattro. È mamma appagata. Felicemente coniugata a Christopher Backus, attore pure lui e sceneggiatore, di ben 14 anni minore di lei. Il senso di Mira Sorvino per i bambini è nato prima che ne avesse. Perché la bionda italoamericanina della Grande Mela si è trovata alle prese con i piccoli, in anticipo sui tempi. E ha attraversato le varie declinazioni dell’essere madre. Non sempre condividendole. Certo interpretandole. Ultima in ordine di tempo la Georgina di Mothers and daughters di Paul […]

  

“In nome di mia figlia”, un padre-eroe vendica la figlia dopo 30 anni

gare1gare2CINEMA: AUTEUIL, VENDETTA 'IN NOME DI MIA FIGLIA'

Ancora un uomo. O meglio, due. Ancora una storia che riemerge dagli archivi giudiziari. A differenza di L’enquête e Présumé coupable, imperniato su una squallida vicenda di pedofilia, stavolta tocca a una storia che sconvolge per la sua triste attualità e il coinvolgimento emozionale. In nome di mia figlia è l’ultimo lavoro di Vincent Garenq che oggi si affaccia al di fuori della Francia forse per la prima volta. Il regista approderà presto anche sugli schermi tedeschi e la Germania è nazione direttamente coinvolta nella trama, perché Andrè Bamberski (Daniel Auteuil), è alle prese con un medico – Dieter Krombach […]

  

Addio ad Alexandre Astruc, teorico della Nouvelle vague

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Se n’è andato all’alba dei 93 anni che avrebbe compiuto a luglio, come in punta di piedi aveva lasciato il cinema alla fine degli anni Sessanta, risale al 1968 Flammes sur l’Adriatique cui seguì nel ’76 un documentario su Jean Paul Sartre. Alexandre Astruc in realtà lasciò ben prima quella Settima Arte alla quale aveva dedicato i suoi sforzi più intensi. Sceneggiatore e regista – a lui si devono La tenda scarlatta (1952), Les mauvaises recontres (1955), Una vita (1958), L’educazione sentimentale (1962) e La lunga marcia(1966) – egli fu soprattutto uno studioso e un critico. Amico di Boris Vian e vicino all’esistenzialismo di Sartre, […]

  

Cimino, il cacciatore di film: “Sono un architetto frustrato”

get-2.doMichael Cimino - Pardo d'onore Swisscom

“Più che un leopardo, sembra un pollo. E pensare che dovrebbe essere un animale feroce… Uno di quelli che sbranano”. Design da correggere. Michael Cimino, 76 anni suonati e tanta guasconeria come un ragazzino, ritira il premio alla carriera e non le manda a dire. Locarno aspetta Floride, l’ultimo elegantissimo e garbato lavoro di Philippe Le Guay, prima che vengano rispedite sul maxi schermo di una piazza Grande gremita le immagini de Il cacciatore, il capolavoro che al regista valse ben cinque Oscar. Detto da un architetto mancato, il leopardo con le fattezze del pollo assume un colore diverso. Fatto […]

  

Bellocchio premiato a Locarno: “Così ho falsificato il caso Moro”

Marco Bellocchio - Pardo d' onote SwisscomMarco Bellocchio - Pardo d'onore Swisscom

“Forse non è oro, ma ci assomiglia. Dopo una raffica di secondi posti, questo pardo alla carriera ha il giallo brillante del metallo più prezioso. L’importante è partecipare, ma vincere non è male”. Tra I pugni in tasca in concorso nel ’65 a oggi ballano cinquant’anni. Mezzo secolo di cinema e successi. Denominatore comune è Locarno. Allora vinse la Vela d’argento dopo la sorprendente esclusione dalla Mostra di Venezia. Sulla laguna ritorna con Sangue del mio sangue. Un tabù. “Sono stato imbavagliato dall’ufficio stampa. Mi hanno imposto il silenzio, altrimenti tutti avrebbero parlato solo del nuovo film. Invece sono qui […]

  

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