La stella che aveva paura di volare: Anna Magnani raccontata in un libro

L’hanno chiamata in tutti i modi. Nanì. Nannarella. La Magnani. Semplicemente Anna. Lei resta il primo Oscar femminile che l’Italia si è portata via da Los Angeles. Ma Nannarella quel tripudio lo visse da lontano. A Palazzo Altieri. Nel cuore della sua Roma di cui era l’emblema. Troppa la paura del volo per arrivare fin laggiù. Dall’altro capo del mondo. Le è bastato starsene a casa sua e lasciarsi travolgere dai telegrammi. Così arrivò a Roma la prima statuetta tutta italiana. Il film era La rosa tatuata di Daniel Mann, su un dramma di Tennessee Williams che, della Magnani, fu […]

  

Se la creatività batte il marketing

Non solo marketing. La creatività è potere e a insegnarlo è il cinema, industria di tutte le industrie, figlia, non madre, di tutte le industrie. A dimostrare una tesi che sembra essere l’antitesi di conti che non sempre quadrano, investimenti multimilionari, operazioni cosiddette di merchandising per creare indotti di incassi paralleli e invasioni del mercato dell’home video è un libro che prende il lettore per mano e lo conduce “dietro le quinte” della celluloide, laddove diventa evidente con quali dinamiche e per quale motivo la fantasia e l’importanza di inventare storie e personaggi sia direttamente connessa al successo finale del […]

  

Il cinepanettone è morto davvero…

Alla chetichella. Il cinepanettone finisce come era cominciato. Erano i primi anni Ottanta, quelli degli yuppie e della Milano da bere. Quelli che Cortina… è qui dietro l’angolo. Quelli che… il sole ai Caraibi. Quelli che… l’Africa e l’amichetta un po’ così. Bella, soda e tutto pepe. Quelli che… la famiglia è sacra, ma s’inventano una fuitina off side nella stanza di fianco alla moglie ignara. Che poi così ignara resta per poco e immancabilmente scopre l’inghippo, mandando a gambe all’aria colei che le gambe all’aria ha già. Quelli che… la gag la fa da padrona. La costruiscono. La fabbricano. […]

  

Gorby racconta 50 anni di Urss

Ha un fascino vintage il profumo di un’autobiografia. Sa di stralci di vita vissuta. Sa di bilanci. Sa di esperienza. E’ storia. Reale e fantastica al tempo stesso. E’ un misto di sogno e accadimento. Di traguardi mirati e obiettivi centrati, accanto ad altri falliti. Non sempre per proprio demerito. Quando muore Raissa Maksimovna è il 20 settembre 1999. La fine di un secolo. E la fine di un uomo. Quello che le rimase legato dai teneri anni dell’università. Le prese quella mano che non lasciò più. Quell’uomo, Sergei Michailovic Gorbaciov, sarebbe diventato lo statista che avrebbe imposto la sterzata […]

  

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