Il mito di “Bohemian Rhapsody”: Freddie Mercury profeta rock

que3que2que1

Siamo una famiglia e da una famiglia non fuggo. La scena è quella maledetta del rock. Londra psichedelica e un po’ onirica, fatta di voci che sentono l’eco di note classiche con l’ansia trasgressiva di chi è impaziente di vivere il futuro. Lo accelera. E lo consuma prima ancora che si sia “materializzato” nella quotidianità. Nel retro di un pub avvolto dal malto si incontrano tre ragazzi all’apparenza sopra le righe. Uno ha una folta chioma di riccioli biondi, un altro ha la faccia del bravo ragazzo in prestito alla notte, il terzo ha una dentatura birichina. Si ridono addosso […]

  

Cannes 2018: i gay ai tempi dell’Aids in “Plaire, aimer et courir vite”

Unknownimages

Sono troppo vecchio per morire giovane Amarsi ai tempi dell’Aids. L’omosessualità guarda indietro, rivolge lo sguardo alle vittime di quei dolorosi anni Novanta, in cui i legami fra persone dello stesso sesso erano meno libere e più minacciate di quanto lo non siano oggi a quasi trent’anni di distanza. Jacques (Pierre Deladonchamps in passato nel cast de Lo sconosciuto del lago di Alain Guiraudie ad altissimo contenuto gay) è uno scrittore che ha appena svoltato dai quaranta e vive a Parigi dopo un legame interrotto con la donna dalla quale ha avuto un figlio. Arthur (Vincent Lacoste già visto in […]

  

“120 battiti al minuto”, l’incubo Aids nella Francia degli anni Novanta

bpm1bpm2

La responsabilità non si divide     Anche il sangue finto fa paura. Qualche macchia miete timore. Semina il panico. Sangue è sinonimo di sofferenza. E tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta significava contagio. Contagio faceva rima con Aids, che a sua volta voleva dire morte. Con il marchio dell’infamia per giunta. Droga. Omosessualità. Perfino eterosesssualità. Promiscua e disinvolta. Erano motivi di condanna. Comunque avvenisse. A distanza di trent’anni scarsi, su questo mondo di fine secolo è calato il sipario. La tanto temuta malattia che ha fatto morti celebri e sconosciuti ora non ha più […]

  

Il blog di Stefano Giani © 2019