La Lourdes atea di “Troppa grazia”: la Madonna picchia la Rohrwacher

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Storia di una Lourdes atea. In provincia di. In fondo, non è importante dove, perché potrebbe essere ovunque. E nemmeno quando, perché potrebbe essere stato ieri. O domani. L’altroieri invece la Madonna è apparsa ad Alba Rohrwacher. Era Il miracolo. Il fatto che appaia di nuovo in Troppa grazia di Gianni Zanasi non è dunque una novità. Comunque, rieccola. La Rohrwacher, s’intende. E, a suo modo, ricambia. Appare anche lei alla Madonna che, affatto mite, le mette addirittura le mani addosso. E pare eccessivo. Nemmeno l’ateo più impenitente riuscirebbe a “vederla” in quella veste. Spiccia e manesca. Non credendo, non la vedrebbe. Punto. […]

  

“Lazzaro felice”, candido e ingannato Il progresso è sempre un imbroglio

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Lazzaro è nome che inquieta. L’amico di Gesù, risorto dopo la morte. E qualsiasi persona associ al nome una proverbiale e cromosomica indolenza. Bizzarro diminutivo di un pigro per antonomasia. Alice Rohrwacher, quel nome, lo ha risciacquato. Profuma di ingenuità e candore. Ha il sapore di un animo puro che nessuna contaminazione ha saputo modellare o modificare. Nemmeno plasmare. Un animale raro, immune al progresso che sa di regresso e alla saggezza derivante dalla maturità. È felice e non ne conosce il motivo. Esce dall’era della mezzadria ed entra in quella industriale con la stessa disinvoltura di un clown sulla pedana […]

  

“Figlia mia”, la personalità femminile delle madri con troppi omissis

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L’uomo è complesso, la natura è semplice. Ma talvolta sa essere complessa.   Una donna con una bottiglia in mano guarda lontano. È il vuoto paesaggistico di una Sardegna che, nella sua aridità, riflette la vacuità interiore. Giallo. Luce e sole sintetizzati in un colore contrario agli stati d’animo. Turbamenti che uniscono tre personaggi femminili, una bambina e due donne. Figlia mia della romana Laura Bispuri che nel 2015 aveva sorpreso il pubblico con Vergine giurata, storia albanese lontana dalla nostra realtà, è la vicenda della piccola Vittoria a caccia della verità sulle sue origini. Proprio la bimba, nell’estate dei suoi dieci anni, smaschera […]

  

La lotta contro il tempo e la verità nel “Sangue del mio sangue”

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Prigioni diverse. Passato e presente dietro celle senza sbarre. Inferriate virtuali che segregano. Isolano. Separano. Colpe presunte. Attribuite. Mai accertate. E un denominatore comune. In questa geografia cronologica, ieri e oggi si assomigliano sorprendentemente. E poco importa se vien fatto notare che l’auto, come il cellulare e internet segnano un abisso fra il XVII secolo e il terzo millennio. Una voragine molto più ampia dei quattrocento anni che li dividono. Ebbene, quel passato e questo presente sono ancora terribilmente simili nella ricerca della verità. E nel constatare, quasi pirandellianamente, che non ce n’è una sola. Ma ognuno offre la propria, […]

  

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