Qui non devi ascoltare quello che si dice, ma quello che non si dice…         I film sulla mafia hanno una caratteristica comune. Fanno rabbia. E trasformano questa collera, soffocata nel nulla, in un’energia insopprimibile. Violenta quanto lo è la sopraffazione che opere cinematografiche e letterarie denunciano senza reticenza. Il filone è ricco. I precedenti si moltiplicano, ma l’impressione è sempre la medesima. Anche quando il tono è scanzonato. Anche quando non mancano momenti più leggeri. Anche quando l’onorata società, in doppiopetto, non spara con la lupara, ma taglia le gambe a chi resiste. Toglie il fiato. […]