“Arrivederci professore” è un addio alle ipocrisie di ogni giorno

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Ogni attimo va vissuto con la maggior intensità possibile Quella di Richard era stata una vita morigerata fino a quel momento. Gli eccessi non gli appartenevano. Niente fumo. Poco whisky, che nella sfera anglosassone è una notizia. E niente tradimenti. L’esistenza era stata capricciosa anche nel momento più drammatico. Il verdetto di un medico. Un male incurabile. Sei mesi di vita. Perché quando Richard (Johnny Depp) decise di dirlo a moglie e figlia, anche quella volta si trovò scavalcato. “Sono gay” disse la ragazzina. “Ho un’amante ed è un tuo collega” aveva rincarato la consorte. E la sua tragedia, Richard […]

  

“Domani è un altro giorno”: un cane, due amici e una malattia

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Anche il crepuscolo è vita. Amaro e drammatico come un tramonto intriso di pioggia. Lacrime di un destino che non riesce a far sorridere nemmeno nel disincanto e nel cinismo. Anzi. Duole forse di più quando il tentativo di esorcizzarlo supera i limiti del paradosso. Quando lo sforzo di vedere oltre la morte si spinge a qualsiasi ipotesi. E quando l’unico compagno di vita è un cane, condannato a restare solo. Orfano o vedovo. Angoscia che si aggiunge al dolore di due strade al bivio. Nauseabondo miasma di un addio. Pato è un bovaro del bernese e vive con Giuliano, […]

  

L’ultimo viaggio di “Ella & John”: ottantenni che non si arrendono

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Così è la vita. Un decorso post matrimoniale con tante luci che inevitabilmente riflettono qualche ombra, abilissimamente tenuta – appunto – nell’ombra dal protagonista. Due figli diversissimi. Scanzonata, indipendente e intraprendente la femminuccia, un po’ bamboccione molto mammone il maschietto. Un’anzianità serena fino all’arrivo di due signori che si insinuano in punta di piedi nelle viscere e mordono fino al giorno in cui esplodono. Salgono in superficie. Uno ha un nome tedesco derivato dallo psichiatra e neuropatologo che scoprì la sintomatologia, Alois Alzheimer. Un cognome innominato. Meglio un giro di parole innocente. “Il papà ha i suoi momenti”, che significa […]

  

“Sette minuti dopo la mezzanotte” L’albero è un mostro di psicologia

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Le persone non sopportano ciò che non riescono a capire.   Il lato mostruoso dell’esistenza non sono i fantasmi che affollano i giorni, ma le tragedie cui è impossibile sottrarsi. L’irreversibile malattia di una madre, avviata prematuramente al tramonto. Più in generale, l’inspiegabile. Ciò che non ha motivazione né logica. Ciò che si è costretti a subire. L’imposizione cui si deve sottostare. L’inconoscibile. Sette minuti dopo la mezzanotte di Juan Antonio Bayona – regista di The orfanage – è una favola per adulti, una fetta di pubblico normalmente esclusa dal mondo della fiaba. A grandi e piccini il film offre il […]

  

“Ma ma”, la ricetta contro il cancro? Giocare d’anticipo col male del secolo

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-Che fine fa la nostra anima quando si muore… -Continua a vivere, mamma. -E io resterò con te. Vita e morte. Linea di continuità che non s’interrompe nemmeno laddove sembra che la cesura sia netta. Irreversibile. Dove la fine si rivela un nuovo inizio. E la banalità di un concetto inflazionato a parole, rispecchia invece vite e morti che nulla hanno da ridere. Dove la speranza è l’unico commensale mai invitato alla mensa della tragedia. Vita e morte come il rinascere della fenice. Dalle sue stesse ceneri. E se, nell’abbraccio mortale, uno spiraglio di ottimismo esiste, esso risiede proprio in […]

  

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