Sul “Monte” di coraggio e caparbietà sta la sfida eterna alla disperazione

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Quel monte è solo morte   La caparbietà è un piccolo Giano a due facce. Un volto mostra il pregio di essere testardi, l’altro ne sottolinea il difetto. Ottusità manifesta. Grettezza di una mente arida. Refrattaria alla sfida. Chiusa come una valle cieca in fondo a una montagna che interrompe vista. Luce. Pensiero. La fine di un tutto che si ostina a resistere contro se stesso e a scontrarsi contro la pietra. Roccia di una disperazione non scalfibile finché il martello instancabile del folle apre un varco al sole. Alla vita. Alla speranza che domani i sassi possano trasformarsi in […]

  

In fuga da “10 Cloverfield lane” trovando il coraggio di uccidere

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È sempre stato così. Quando vado nel panico, scappo   Una donna in fuga. Da se stessa. Dal fidanzato e dal mondo. Storia di un incubo che prende corpo da un trillo di cellulare. Il buio che avvolge. E un presente che sa di angoscia. Michelle non conosce l’anfratto del proprio io. Il mistero di sentirsi reclusa in se stessa. A ucciderla non è un incidente stradale, ma il suo soccorritore. L’uomo, afflitto da infinite patologie e da un passato torbido in cui annega la scomparsa di moglie e figlie, racconta una storia vera. All’apparenza tuttavia paradossale. L’invasione degli alieni […]

  

Coraggioso per “Forza maggiore”

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“Se una persona il coraggio non l’ha non può certo darselo” scriveva Manzoni sul conto di don Abbondio. Pare infatti che l’ardimento sia una sorta di dono di natura, non acquistabile con gli anni e l’esperienza. Tuttavia, Tomas che sembra un padre di famiglia provetto nasconde questo difettuccio al punto  che un rovescio in montagna lo spinge alla fuga senza premurarsi della sorte di moglie e figli. Questo, in estrema sintesi, il problema denunciato da Forza maggiore, film scandinavo dello svedese Ruben Ostlund, che si spinge ben oltre questa succinta sintesi. La valanga che si abbatte sulla terrazza dell’albergo dove […]

  

“Difret”, il coraggio di una vittima che si è ribellata alla violenza

“Se torna, la ammazziamo…”             Difret è una parola che in lingua amarica – idioma di origine semitica parlato da 27 milioni di persone sparse tra Etiopia, Egitto e Israele – ha due significati per molti versi differenti. Vuol dire infatti “coraggio” e al tempo stesso indica chi è rimasto “vittima di violenza”. Non sempre, la seconda implica che la sfortunata protagonista abbia dimostrato la dote indicata dal primo. Meno che mai, l’ardimento comporta essere stati bersaglio della furia di altri. Infine, l’esperienza di brutalità ai propri danni tende a rendere deboli oppure, in caso […]

  

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