La nostalgia per “La belle époque”: meglio la finzione digitale o i ricordi

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Continua a inventare. Non so che cosa ti riservi il futuro ma vivilo fino in fondo.   Gli anni Venti – quelli della Belle Époque, per intenderci – sono lontani un secolo. La malinconia aveva lo stesso sapore di oggi ma non esistevano cellulari e telecamere. Microspie e computer. Decadi in parallelo. Passato e presente che sembrano icone di preistoria e fantascienza, distanti anni luce, più che anni e basta. A Lione “La belle époque” era un locale a metà strada tra ristorante e caffetteria e forse è esistito solo nella fantasia, o perlomeno nella giovinezza, di Victor e Marianne, […]

  

“Quasi nemici” ma solo a parole

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Non importa la verità, ma essere convincenti   Il professore e la studentessa. Pure fra loro guai mettere il dito, anche se non sono moglie e marito. Perché se la complicità è tra quelle proverbiali fra le dinamiche umane, l’attrazione è zero al quoto. Quello fra Pierre Mazard e la studentessa Neïla è un incontro-scontro fin dalle prime battute. Lui è un azzimato francese che mal tollera i giovani sopra le righe, in particolare gli immigrati mentre lei ha il difetto di arrivare in università a lezione già iniziata. Oltre a quei malvisti lineamenti maghrebini. Facoltà di giurisprudenza, dove tutto […]

  

E “Il cecchino” sbagliò mira

 incorporato da Embedded Video I mali della guerra – qualunque guerra – non finiscono neppure in tempo di pace. Ne sa qualcosa l’ispettore Mattei, instancabile acchiappa-delinquenti in più o meno accertate banlieue francesi, ma mai arreso alla misteriosa morte del figlio in Afghanistan. La verità ha un sapore amaro che spesso non giustifica ma sempre spiega e, nella sua sconcertante affermazione, insegna addirittura a comprimere odi e rancori, seppur senza cancellarli. Mattei lo sperimenta sulla propria pelle in quella forsennata rincorsa a un crudele e infallibile cecchino che sembra incarnare tutti i peggiori attributi del mondo. Anche una volta assicurato […]

  

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