“Loveless”, cronaca di un rifiuto

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L’avrei tenuto, avresti dovuto saperlo…     L’esclusione non ha età. Ha il sapore amaro del rifiuto, l’intensità di non sentirsi accettati che si coniuga in due tragiche parole. Senza amore. Le stesse che danno il titolo a Loveless di Andrey Zvyagintsev, presentato a Cannes, su un tema scottante quanto vicino. Non essere voluti significa non essere amati, un concetto che il film declina nella chiave – spettrale – di una coppia ormai prossima al divorzio, in cui entrambi hanno già iniziato nuove relazioni e intendono dedicarsi a tempo pieno ad esse “dimenticando” il figlio. Nessuno vuole offrirgli insomma quel nuovo […]

  

Tra “Moglie e marito” non mettere il dito ma… un computer

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Matrimoni a pezzi. Crisi irreversibile di sentimenti. E punti di vista opposti come le professioni svolte. L’abisso del nulla è l’incomprensione generata dal non volersi capire. Non saper comprendere lo spiraglio dal quale il compagno scorge le crepe nel muro di coppia. E ne ha già fatto, a suo modo, una perizia. Smagliature come voragini. Conti che non tornano e sanno di beffa. Angoscia. Rabbia. Come il vento che non rinfresca. O il sole che non riscalda. Moglie e marito di Simone Godano supera questa barriera e si sforza di calare l’uno nei panni dell’altro. L’impresa. L’impossibile. Quello che tutti consigliano […]

  

“In nome di mia figlia”, un padre-eroe vendica la figlia dopo 30 anni

gare1gare2CINEMA: AUTEUIL, VENDETTA 'IN NOME DI MIA FIGLIA'

Ancora un uomo. O meglio, due. Ancora una storia che riemerge dagli archivi giudiziari. A differenza di L’enquête e Présumé coupable, imperniato su una squallida vicenda di pedofilia, stavolta tocca a una storia che sconvolge per la sua triste attualità e il coinvolgimento emozionale. In nome di mia figlia è l’ultimo lavoro di Vincent Garenq che oggi si affaccia al di fuori della Francia forse per la prima volta. Il regista approderà presto anche sugli schermi tedeschi e la Germania è nazione direttamente coinvolta nella trama, perché Andrè Bamberski (Daniel Auteuil), è alle prese con un medico – Dieter Krombach […]

  

“Il Passato”, fiele di vita eterna

Sono stufa di vedere mia madre che ogni tre anni cambia fidanzato         Il passato è una valigia lasciata in cantina. Una valigia chiusa, che un giorno qualcuno viene a riprendersi. E se la porta via. Non senza averla aperta. Spalancata. Non senza averne estratto l’anima. Che non pesa un grammo al check in. Ma vale giorni. Mesi. Anni. E il gravame di sensazioni mai smaltite. Mai – appunto – passate. Il passato è ieri che diventa oggi. Presente storico. Iterativo transito che collega come eravamo a come siamo. Un siamo che forse non saremmo mai, se […]

  

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