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L’unico modo per vivere un sogno è non realizzarlo mai. Un sogno realizzato è delusione.   Fania viveva di parole. Erano il suo nutrimento e la sua speranza. Quando ebbe un bambino lo alimentò con la stessa linfa. Succo filologico dell’immaginazione. Essenza di sogni e viaggi. Con la mente. Attraverso il presente e il desiderio. Di essere. Lontani. Fania era una mamma. E rincorreva le farfalle della felicità. Ma il volo del lepidottero era più sinuoso dei suoi pensieri e quel bimbo, il suo piccolo Amos, respirava favole e racconti che uscivano dalla bocca di quella donna. Biberon di poesia. […]