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La ragione del disprezzo – inconscio o consapevole – con cui si legge spesso la parola “zoo” sta nelle inferriate delle gabbie che delimitano la libertà di un essere vivente, privo di colpe per meritare la reclusione. Una sorta di prigionia per innocenti, insomma. E una crociata che risvegli il senso etico di chi non concepisce l’ingiusta detenzione. Ma se ciò vale per gli uomini, per quale strano e infondato motivo dovrebbe essere invece benvisto sul conto degli animali. A tal punto da essere considerato un luogo ameno, dove portare i bambini per un pomeriggio di svago. Alla base del […]