Cannes 2018: la faccia d’angelo Cotillard è una madre degenere

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Se qualcuno volesse smontare le teorie di Cesare Lombroso, tese a dimostrare che il volto è spia di una delinquenza reale o potenziale, come del resto anche il suo contrario, Gueule d’ange – che in italiano significa “Faccia d’angelo” ma non è certo che venga distribuito con la traduzione letterale del titolo originale – è il film più adatto. La regista francese, Vanessa Filho, ha scelto come protagonista Marion Cotillard, premio Oscar nel 2008 per La vie en rose dalla quale tutto ci si attenderebbe, eccezion fatta il personaggio della madre degenere e sbandata, cui il volto Dior per eccellenza presta invece la sua immagine. […]

  

“L’isola dei cani”, un algido cartoon per grandi più che per piccini

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E venne l’influenza canina. Un po’ come l’aviaria. Mucca pazza. Venne e minacciò l’uomo che, con gli animali, è solito usare una via sbrigativa assai. Sopprimerli. Un saggio di questa “abilità” esce cinematograficamente da un recente film francese, Petit paysan di Hubert Charuel dove un allevatore di bovini vedeva la sua mandria attaccata da un virus e successivamente debellata dalle iniezioni dei veterinari di stato. E se le conoscenze sulla patologia sono già scarse in ambito umano, ancor più lo sono in un contesto zoologico. Quindi il terrore di epidemie diventa la molla scatenante della soluzione più estrema. Espulsione. Una morte […]

  

Vite da incubo in un motel: ecco “Un sogno chiamato Florida”,

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Lungo la highway 192 si stende la ricchezza spensierata dei parchi a tema. Orlando, capitale Disney del nord America, è la stella di un’opulenza fatta di carta e distrazione. Pupazzi che sorridono e scugnizzi a stelle e strisce. Si vive anche ai margini e il motel è la culla di una disperazione mascherata. Sorrisi incoscienti e figli abbandonati a se stessi. Tra le briciole di un fast food che ammannisce cibo spazzatura ai bambini ricchi solo del nulla. Un sogno chiamato Florida è il titolo fuorviante del film di Sean Baker, The Florida project, accompagnato da una locandina altrettanto sconclusionata che […]

  

“Hannah”, confine della disperazione

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Hannah è una donna semplice. Dimessa. Tutt’altro che arrendevole. Emarginata. Tenta di riscattare la propria insoddisfazione, ma invano. Ogni passo è un nuovo scivolone e un’inattesa disillusione. La fine è un progressivo allontanarsi da un mondo che la respinge. A portarsela via è un anonimo vagone della metropolitana di Bruxelles. Nell’ordinaria quotidianità del nulla. Hannah di Andrea Pallaoro sta tutto in queste esili trame, perché la trama – e non è un bisticcio di parole – di fatto non esiste. La protagonista (Charlotte Rampling) è confinata nella sua solitudine in seguito a una serie di misteri che il regista trattiene nella […]

  

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