“Beautiful boy”, la storia vera di Nic ridotto a schiavo del pianeta droga

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Gruppo di famiglia in un tunnel cieco. La via d’uscita è di quelle che, se c’è, non si vede. E percorrerla sembra la tappa di un calvario dove il Golgota è l’inferno. Capovolto come l’imbuto dantesco. Matrimoni distrutti, separazioni e nuove nozze. Il frullatore familiare non ammette pause né una pietosa tregua per respirare quel tanto che basta prima di finire ancora in apnea. E, se i dissidi coniugali sono il contorno, il viaggio “stupefacente” del figlio di un giornalista free lance si trasforma nell’incubo collettivo. La dipendenza ha il colore delle tenebre e l’astrazione di chi la vive si […]

  

“La vita in un attimo”: come si disfano anche le famiglie più belle

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Due ore. Molto più di un attimo. Ma un attimo in rapporto a una vita intera. In due ore Dan Fogelman, sceneggiatore di successo in quel di Hollywood, racconta come si fa e come si disfa una famiglia in questa seconda regia della sua carriera. La vita in un attimo è la storia di Will (Oscar Isaac) e Abby (Olivia Wilde già incontrata in Lei e Rush) che si amano dai tempi del college ma quello che sembra un legame indistruttibile arriva sorprendentemente a una rottura. E nella galleria descritta dall’uomo alla sua terapeuta entrano amori del passato e supposti vincoli del presente. […]

  

“L’arte della fuga” e del rimpianto: storie di amori traditi e maltrattati

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È meglio nutrire rimorsi che rimpianti.   La famiglia tradizionale francese è in crisi. E poco importa se il mal comune è mezzo gaudio, perché trattasi di un paradigma cui non ci si sottrae per geografia. Quindi varrebbe anche al di fuori dei confini transalpini. In tema di abusati adagio della retorica, non è nemmeno chiarito se sia vero che in amor vince chi fugge e, almeno a guardare L’arte della fuga di Brice Cauvin, tra addii paventati e consumati, attrazioni fatali dell’ultim’ora e amori ri-trovati in extremis, quelli che scappano non sempre hanno la palma del trionfatore. C’è chi piange, […]

  

“Bob & Marys” due criminali finti che mettono fuori gioco i criminali veri

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L’”accuppatura”, per chi non lo sapesse, è un trucco dell’onorata società. Una squadra di picciotti capita all’uscio all’improvviso e scarica in salotto una serie di pacchi sigillati di cui è fatto divieto di apertura agli ignari residenti. Si tratta di qualcosa di ingombrante che non viene svelato. Anzi. Saltuariamente il gruppetto si ripresenta alla porta per verificare di persona che il malloppo – non necessariamente denaro, più spesso droga o altro materiale sporco – non sia stato nemmeno spostato. L’”accuppatura”, per chi non lo avesse intuito, è una sciagura perché, per leggera o pesante che sia, ovvero per pochi o […]

  

“Happy end”: borghesia in declino

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Una carrozzina scivola verso il mare. La spinge una ragazzina. Vi siede il nonno. La serietà – grave e greve al tempo stesso – solca quei volti che sanno di morte. Come fine. Termine. Apocalissi del sentimento e della sensazione. La fiducia nel domani è defunta prima di nascere. Oppure è ormai al capolinea. È il gioco delle età, verdissima l’una e decisamente matura l’altra. Antipodi anagrafici con la mancata fiducia nel futuro come comune denominatore. Si cessa di vivere, insomma, pur restando vivi. Guardando fissi un orizzonte che non esiste, fatto delle diverse tonalità di un azzurro che odora di nero […]

  

“L’infanzia di un capo”: metafora di come nasce e cresce un dittatore

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Non puoi lasciare che comandi lui…   Prescott non è un nome da arcobaleno. E nemmeno odora di tacchi sbattuti all’improvviso. O plotoni sull’attenti. Ha tratti femminili e la sua natura è spesso fraintesa. È lui il primo ad adombrarsene, ma tant’è. La pena del contrappasso per l’esibire grazia dietro i boccoli biondi è essere confuso. Prescott è nome da ambasciatore californiano di hamburger ma diventa eponimo di un leader. Quello che forse non sarebbe mai. Un dittatore nato dal nulla, dal ventre di una madre che ha rischiato la sua stessa vita per darne una a lui. Destino non raro […]

  

Allo specchio con la propria sconfitta “È solo la fine del mondo”

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Non ritorno per ripercorrere i miei passi…   La magia del ritorno ha lo stesso veleno del nulla. Uccide a poco a poco. Con la stessa lentezza di chi si ritrova faccia a faccia con le proprie sconfitte. Quelle di ieri, con il loro odore penetrante e nauseabondo dell’argento sporcato. E quelle di oggi, dietro ai sorrisi di circostanza che nascondono lacrime. La morte di chi è ancora in vita è lo spartiacque dell’inconoscibile. Il vuoto di mille bicchieri pieni solo a metà. È solo la fine del mondo (Just la fin du monde) di Xavier Dolan, presentato con successo a Cannes, è […]

  

Cimino, il cacciatore di film: “Sono un architetto frustrato”

get-2.doMichael Cimino - Pardo d'onore Swisscom

“Più che un leopardo, sembra un pollo. E pensare che dovrebbe essere un animale feroce… Uno di quelli che sbranano”. Design da correggere. Michael Cimino, 76 anni suonati e tanta guasconeria come un ragazzino, ritira il premio alla carriera e non le manda a dire. Locarno aspetta Floride, l’ultimo elegantissimo e garbato lavoro di Philippe Le Guay, prima che vengano rispedite sul maxi schermo di una piazza Grande gremita le immagini de Il cacciatore, il capolavoro che al regista valse ben cinque Oscar. Detto da un architetto mancato, il leopardo con le fattezze del pollo assume un colore diverso. Fatto […]

  

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