“La promessa dell’alba”: la donna che plasmò Romain Gary scrittore

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Storia di una coppia in tempo di guerra e non solo. Cronaca di una rincorsa e di nuovi addii che si trasformano in inaspettati arrivederci fatti di baci e di abbracci. Speranze e ambizioni. Penne appuntite e forse tradite. Stralci di letteratura che non hanno raggiunto le vette del Nobel ma tant’è. Lui è Romain Gary, autore francese, morto suicida nel 1980 a 66 anni. Lei è sua madre, donna tenace e combattiva, irascibile e determinata. Sarà lei a disegnare per quel figlio un po’ gigione l’avvenire che lo avrebbe consegnato e consacrato alla letteratura francese. Perché Romain era nato […]

  

“La douleur”, amara storia di un’attesa

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Le parole non riescono a raccontare quello che gli occhi hanno visto.     Storia di un’attesa. Un’incertezza. Una speranza. E alla fine un addio. “Si ama sempre chi se ne va, è maledetto solo chi ritorna” scrisse Marguerite Duras anni dopo la seconda guerra mondiale. Negli occhi la memoria, nella mente le lacrime. Anche i vuoti parlano. Raccontano l’inutilità e scandagliano il timore. Lo scompongono. Lo frantumano in mille piccoli pezzettini di cuore. Lasciano che sia il coraggio a conquistare i giorni. A bruciarli nella ricerca. Quasi fosse una gara contro il tempo e il destino. Una scommessa con […]

  

“Quasi nemici” ma solo a parole

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Non importa la verità, ma essere convincenti   Il professore e la studentessa. Pure fra loro guai mettere il dito, anche se non sono moglie e marito. Perché se la complicità è tra quelle proverbiali fra le dinamiche umane, l’attrazione è zero al quoto. Quello fra Pierre Mazard e la studentessa Neïla è un incontro-scontro fin dalle prime battute. Lui è un azzimato francese che mal tollera i giovani sopra le righe, in particolare gli immigrati mentre lei ha il difetto di arrivare in università a lezione già iniziata. Oltre a quei malvisti lineamenti maghrebini. Facoltà di giurisprudenza, dove tutto […]

  

“Un sacchetto di biglie” alla francese Due ragazzi in fuga dall’Olocausto

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Una biglia rotola sulla strada. È il senso della storia politica, sociale e familiare. Le persecuzioni razziali  naziste e lo scoppio della guerra. La Francia dilaniata e contesa. Una coppia con due figli in fuga per evitare i lager. Joseph Joffo, protagonista nella vita delle vicende che ha poi raccontato in un volume pubblicato nel 1973, assiste oggi a 86 anni a Un sacchetto di biglie – uscito in Francia a gennaio 2017 e rifacimento di un’opera del ’75 dall’identico titolo – costruito da Christian Duguay sulla sua testimonianza letteraria e umana. Maurice e Joseph erano due fratelli che conducevano una vita […]

  

“Happy end”: borghesia in declino

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Una carrozzina scivola verso il mare. La spinge una ragazzina. Vi siede il nonno. La serietà – grave e greve al tempo stesso – solca quei volti che sanno di morte. Come fine. Termine. Apocalissi del sentimento e della sensazione. La fiducia nel domani è defunta prima di nascere. Oppure è ormai al capolinea. È il gioco delle età, verdissima l’una e decisamente matura l’altra. Antipodi anagrafici con la mancata fiducia nel futuro come comune denominatore. Si cessa di vivere, insomma, pur restando vivi. Guardando fissi un orizzonte che non esiste, fatto delle diverse tonalità di un azzurro che odora di nero […]

  

“120 battiti al minuto”, l’incubo Aids nella Francia degli anni Novanta

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La responsabilità non si divide     Anche il sangue finto fa paura. Qualche macchia miete timore. Semina il panico. Sangue è sinonimo di sofferenza. E tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta significava contagio. Contagio faceva rima con Aids, che a sua volta voleva dire morte. Con il marchio dell’infamia per giunta. Droga. Omosessualità. Perfino eterosesssualità. Promiscua e disinvolta. Erano motivi di condanna. Comunque avvenisse. A distanza di trent’anni scarsi, su questo mondo di fine secolo è calato il sipario. La tanto temuta malattia che ha fatto morti celebri e sconosciuti ora non ha più […]

  

“Il mio Godard” tra Mao, contestazione e affetti

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Jean Luc Godard in dieci stazioni. Via crucis di un amore che si accompagna a un film – La cinese – e al nascere della contestazione giovanile, agli albori del Sessantotto parigino ed europeo. Il mio Godard, ovvero il “formidabile” nel titolo originale Le redoutable, di Michel Hazanavicius ripercorre con leggerezza e ironia una stagione particolare della vita professionale e umana di un regista che ha impresso una svolta, come icona della Nouvelle vague. Cinema autoreferenziale che incontra la Storia e anticipa gli avvenimenti. La pellicola godardiana esce infatti nel ’67 e anticipa quell’afflato maoista che avrebbe pervaso larga parte del movimento studentesco, […]

  

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