“Grazie a Dio” è l’ora della denuncia Ozon condanna i preti pedofili

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La maggior parte dei casi, grazie a Dio, sono prescritti. Il silenzio della colpa e della vergogna. La parola dell’arroganza si avvicina alla mistificazione. I cosiddetti “casi” sono in realtà abusi. Reati contro la persona. Lesa sensibilità. La cerchia degli scout e i confini dell’oratorio per molti bambini sono una seconda culla. Un approdo sicuro, senza insidie. Tuttavia quando il demone della violenza vi si annida e nasconde, ogni difesa è azzerata. Quando il malfattore ha il volto amico di tanti giorni, difendersi è impossibile. È il destino che ha colpito decine di ragazzi nell’orbita della Chiesa e delle giovani […]

  

“Doppio amore”, l’ininterrotto assedio di una follia normale

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L’immaginazione uccide. Il dedalo della fantasia nelle praterie della suggestione diventa ossessione e follia. Gemellare. Come il lato di un’umanità che ha sempre un riscontro. Perfino nei cromosomi di chi non ha un sé al di fuori di sé. È il doppio che fa parte di ogni vivente. Il versante che manca. Biochimica impazzita d’amore. Ricerca di una metà sparita. Perentoriamente riapparsa a evocare quel lato perduto. E inevitabilmente ritrovato. Doppio amore di François Ozon è la traduzione complicatissima dell’originale L’amant double che forse, un corrispettivo esatto, in italiano, non lo ha. Chloè (Marine Vacth che aveva già recitato per Ozon in Giovane […]

  

“Frantz”, le verità in bianco e nero cancellano i sogni a colori

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Cosa aggiunge la verità… Altre lacrime. Altro dolore   Si contavano i morti. Eredità raccapricciante della Grande Guerra, che ovunque aveva mietuto lutti e odio. Un destino iniquamente comune a ogni nazione, che lasciò strascichi inquietanti. Scie di rancore. Francia e Germania non riuscirono ad attutire una rivalità che vide un nuovo rigurgito di fuoco nel ’39. Ma la voglia di vendetta poté di più e un passaporto sbagliato o una nazionalità indesiderata accendeva una rivalsa immotivata. Quedlinburg, 1919. Davanti alla lapide di Frantz, soldato tedesco ucciso in trincea con inutile leggerezza come milioni di altri, piangevano in due. La […]

  

“Nella casa”… di storie e intrighi

Tutti hanno bisogno di qualcuno che racconti una storia… Si chiamava Claude e sedeva sempre all’ultimo banco. “E’ il posto migliore, l’ultimo banco. Vedi tutti, nessuno vede te”. Il liceo Flaubert, a Parigi, non era più solo una scuola anonima. Ma un esperimento pilota. Il rettore aveva celebrato l’evento con una decisione contraddittoria. Gli allievi, d’ora in poi ribattezzati “apprendenti”, avrebbero dovuto indossare una divisa standard. Come in collegio. L’omologazione, insomma, smentiva nei fatti quello che avrebbe dovuto essere un luogo distinto dagli altri. Unico. A suo modo. Un istituto che nei fatti lo era, per merito di un insegnante […]

  

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