Addio Monika, non so se un giorno ritornerò. Ora parto con un solo bagaglio. Il futuro.           Il respiro che strozza l’anima. Cristalli di gelo. Confine Cecoslovacchia-Ungheria. Un manto di neve avvolgente ricopre cuori e sensazioni. Palpiti rallentati. Poi accelerati. Pressione cardiaca di incancellabili paure. Maggio 1945. Echi di una guerra al crepuscolo. Valichi solcati con il passo stanco di chi affonda tra miliardi di fiocchi accalcati uno sull’altro. Impietosi. Pressanti. Pressati. Anita sembra muta, per mano a quell’uomo che accampa la propria bontà. Excusatio non petita. E sul treno verso Zvikovez baluginano ceffi nazisti a […]