“Due amici”: quel triangolo di Garrel che ha la faccia dei drammi di oggi

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Il triangolo va considerato eccome anche se è una delle più imbarazzanti forme geometriche dell’amore. O forse, semplicemente, del sesso. E Louis Garrel ne viene influenzato e affascinato forse al di là del prevedibile. Trentasei anni appena compiuti, il figlioletto d’arte già con una carriera da veterano come attore si ritrova dietro la macchina da presa e le prime due prove seguono una simile falsariga. Amori contesi e dissipati. Idealizzati, sognati e morti. Rincorsi e partiti come il treno che fugge e dal quale iniziano le disgrazie di Mona (Golshifteh Farahani già vista in Come pietra paziente e Paterson), una detenuta […]

  

Golshifteh si confessa alla pietra paziente

Chi fa la guerra non sa fare l’amore Il prisma poliedrico di una donna. Facce e sfaccettature della condizione femminile nell’Islam. Figlia. Moglie. Madre. I mille volti di una donna. Semplicemente donna. E una vibrante e preponderante denuncia verso una civiltà che offende la natura profonda di quello splendido pianeta al profumo di femmina. Come natura, non come oggetto di voluttà. Come modo di essere. Come ruolo nel mondo. L’altra metà di un cielo spesso torvo. Cupo. Fatto di turbini e nuvole. Dissimulazioni necessarie. Per sopravvivere e sopravviversi. All’ombra di un velo che nasconde volti e sensazioni. Ambizioni ed essenze. […]

  

I vuoti a rendere di “Just like a woman”

Vuoti a rendere. Ma pur sempre vuoti. Contenitori da riempire di altro, per poi scoprire che è impossibile. Un meccanismo fragile. E al cinema spesso zoppica. Un destino cui non riescono a sottrarsi Marylin e Mona, splendide donne della Chicago sorrounding, che il destino ha preso a schiaffi. La prima alle prese con un marito disoccupato che si fa mantenere da lei e usa i suoi soldi perfino per andare a puttane di nascosto. La seconda  vittima di una suocera arrogante che la tratta da cameriera piuttosto che da nuora. “Just like a woman”, titolo che nulla ha a che […]

  

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