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Nel repertorio dei ritornelli retorici più abusati c’è il concetto che “la guerra è brutta e fa male”, espresso con locuzioni più o meno dotte, slogan più o meno deteriorati per una verità tanto incontrovertibile quanto evidente. È però vero – e non c’è adagio che lo ripeta – che senza conflitti, reali o metaforici, armati o disarmati, l’uomo non sa vivere e quindi non solo ce ne saranno sempre e in forme spesso diverse ma soprattutto ogni pretesto sembrerà idoneo. In estrema sintesi questa è una delle chiavi di lettura di Hunter killer, opera di Donovan Marsh dalla trama frequentatissima […]