“Blinded by the light”, l’indiano salvato dalla musica rock del “Boss”

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La mia speranza è costruire un ponte per le mia ambizioni, non un muro fra me e la mia famiglia. “Pakis out”. Gli inglesi non sono mai stati fantasiosi nemmeno nella protesta. E quella razzista dei thatcheriani degli anni Ottanta sembra riecheggiare ancora oggi. Eppure i tempi del film sono lontani una trentina di anni abbondanti. La “Lady di ferro” che teneva i britannici a stecchetto aveva le sue belle gatte da pelare con gli immigrati che non avevano il volto massiccio di oggi. In molti li detestavano, in pochi li tolleravano. Storia di un’insofferenza atavica da ex colonie. Il […]

  

“Una luna chiamata Europa”: quando l’immigrato fa… miracoli

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Talvolta i miracoli accadono. Anche sotto i nostri occhi. Eppure di rado si ha la capacità di riconoscerli e non piegarli al comune e volgare sfruttamento di una personale utilità. La fede, che pur facendo rima con devozione, può anche limitarsi all’osservazione consapevole del soprannaturale, diventa un superficiale orpello in un’attualità che la vede mescolata a una quotidianità in cui le infinite occasioni di aiuto si rivelano invece spunti per ricavare un proprio specifico interesse. Immigrazione. Taumaturgia. Corruzione. Ingredienti di una società distratta, troppo spesso ormai concentrata su ben altro rispetto all’essenzialità. Una luna chiamata Europa di Kornel Mundruczò, presentato a […]

  

Lucas Belvaux: “Vanno accolti gli immigrati che accettano le regole”

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Sono piccoli piccoli gli eroi dei film di Lucas Belvaux. Hanno volti da gente comune. E raccontano storie normali. Lo era la parrucchiera di Sarà il mio tipo? Lo è l’infermiera di A casa nostra che, non a caso, è la stessa attrice, Emilie Dequenne. Il film porta in primo piano la prospettiva francese su immigrazione, xenofobia, populismo. Temi italiani perché, semplicemente, attuali. E di tutti. Né destra né sinistra è l’equazione che potrebbe portare all’Eliseo il Fronte nazionale. Ne ha paura un regista belga come lei. «Vivo in Francia da quarant’anni e lo considero il mio Paese, pur essendo nato in […]

  

Oggi la classe politica ha abdicato: “A casa nostra” regna il populismo

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La mia famiglia vive qui da sessant’anni. Ormai siamo francesi Gli ismi mai tramontati. Populismo. Qualunquismo. Neonazismo. Comunismo. Il terzo millennio non li ha cancellati, ma solo rimodellati, facendogli calzare addosso vesti diverse. Destra e sinistra rimpiazzano vecchie e più violente ideologie, mettendo al bando eccessi e stermini di odiosi totalitarismi. Resta una qualche scorza, annacquata e riproposta in nuovi cocktail politici, ai quali si è aggiunto il condimento di movimenti dalle sterili capacità, seminascoste dalle chiassose urla ad alto volume nelle piazze e tra i bit del web. La Francia come l’Italia. Come il resto dell’Europa. E, in senso […]

  

“La tenerezza” di saper amare

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La felicità non è una meta da raggiungere, ma una casa in cui tornare. Tornare. E non sta davanti, ma dietro.   Si racconta sempre la propria vita a chi non sa ascoltare. Non ha forza. Pazienza. Si racconta la propria vita a chi è presente al momento, ma assente nello spirito. Nell’anima. Ci si racconta al nulla. Fatto di sguardi che non sanno vedere. E cuori algidi. È il sentimento che si trasforma in parola. Prende corpo nel linguaggio. Cerca la sua dimensione. Non più l’amore per l’amore, ma la sua dinamica. Il mistero di saper amare. O saperlo […]

  

“L’altro volto della speranza”: surreale satira di Kaurismaki sui clandestini

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Una vera nel posacenere. E la moglie in vestaglia e bigodini restò sola. Nuove vite in casa propria e nuove vite oltre confine. Wikström, finlandese doc, fa il rappresentante di camicie e se la vede con la crisi. Vuol abbandonare anche il lavoro e dedicarsi ad altro. Si confronta con una cliente e scopre – dietro una glaciale freddezza – il desiderio di evasione. Il trasferimento imminente nel Messico. L’addio. Immigrazione ed emigrazione si accavallano in un’alternanza di profumi e odori. Accenti e sotterfugi. L’altro volto della speranza di Aki Kaurismäki tratta il tema della clandestinità con l’ironia surreale e il […]

  

La “Pazza idea” di cercare un padre in un mondo che va al contrario

Oggi compio diciott’anni. E faccio quello che mi pare.           Dall’Albania alla Grecia. Andata e ritorno dalla disperazione. Un’angoscia dai volti infiniti. I tratti del disagio di straniero in mezzo agli stranieri. Gli oltraggi della xenofobia. Termine con profonde radici elleniche, oggi territorio comune. Fatto di soprusi e prevaricazioni. Fatto di lotte e pestaggi. Attacchi e difese. E morti che cadono a terra. Pistole che spuntano. Colpi che partono. Occhi che lacrimano. E paura. Un immenso e insostenibile terrore. Un disagio fatto di omosessualità non accettata. Di una madre che muore all’improvviso. Un padre inafferrabile. E […]

  

“Sta per piovere” sui nuovi italiani

Tornare… Un termine che non comprendo. Perché io, in Algeria, non ci sono mai stato.       Volto da magrebino. Nome arabo. Carnagione olivastra. Ma un inconfondibile accento fiorentino. Puro. Purissimo. Perché lui, Said Mahran, a Firenze ci è nato. E’ italiano insomma. Di seconda generazione, ma non di seconda categoria. Un confine dimenticato. Sorpassato. Triturato dagli animi degli italiani doc. Quelli che hanno un papà che si chiama Mario. Carlo. Giulio. Paolo. Quelli veri, insomma. La storia di Said è quella di un ragazzino, figlio di algerini regolari, trapiantati in Toscana nei primi anni Ottanta. Storie di emigrazione. […]

  

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