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La perdita di un figlio. Il lutto. L’odio. La reazione. La tradizione ebraica e la sofferenza legata alla morte. Otto giorni – tanto si prolunga la Shiv’ah – durante la quale, chi resta viene aiutato e sostenuto da parenti e amici in visita nella sua casa. È l’elaborazione del dolore. La realizzazione della solitudine imposta da una disgrazia. Il dramma che la morte porta con sé e lascia in eredità a chi sopravvive. Una settimana e un giorno, presentato nella “Settimana della critica” al festival di Cannes 2016, è un’opera provocatoria firmata da Asaph Polonsky e totalmente israeliana nei connotati e non […]