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L’immaginazione uccide. Il dedalo della fantasia nelle praterie della suggestione diventa ossessione e follia. Gemellare. Come il lato di un’umanità che ha sempre un riscontro. Perfino nei cromosomi di chi non ha un sé al di fuori di sé. È il doppio che fa parte di ogni vivente. Il versante che manca. Biochimica impazzita d’amore. Ricerca di una metà sparita. Perentoriamente riapparsa a evocare quel lato perduto. E inevitabilmente ritrovato. Doppio amore di François Ozon è la traduzione complicatissima dell’originale L’amant double che forse, un corrispettivo esatto, in italiano, non lo ha. Chloè (Marine Vacth che aveva già recitato per Ozon in Giovane […]