“Silence”, preti apostati e martiri nell’ultimo capolavoro di Scorsese

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“Io prego, ma sono perduto e la mia preghiera risponde al silenzio” Il silenzio dei martiri. Cristiani costretti al supplizio della crocefissione. Missionari sottoposti alle torture nell’esercizio di evangelizzazione del Giappone. E preti apostati. La fede non rinnegata da molti credenti diventa il voltafaccia di sacerdoti, divisi dall’assurda scelta di salvare innocenti sul patibolo girando le spalle alla Bibbia oppure persistere nella professione di fede lasciando morire innocenti. Una guerra taciturna portata dall’inquisitore ai danni dei poveri. Dei professanti. Di coloro che cercano conforto nella parola divina, attraverso l’anelito al paradiso come liberazione dalle sofferenze terrene. Silence, l’ultimo capolavoro di Martin […]

  

Harvey Keitel al Festival di Locarno: “Scorsese è un fratello, Tarantino un genio”

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Non ha ancora scoperto chi stia bussando alla sua porta, Harvey Keitel. Eppure il prossimo anno è mezzo secolo che se lo domanda. Era il 1967 quando girò con Scorsese questa pellicola che si sarebbe rivelata un segno del destino. Il passaporto per una carriera sfolgorante e, soprattutto, una domanda con una risposta ancora in sospeso. Lo ha ammesso lui stesso a Locarno, dove è giunto accompagnato dalla moglie e dal figlio di 12 anni. Harvey Keitel ha ricevuto il Pardo ma si è ben guardato da fare apprezzamenti stile Cimino. “Sembra un pollo disse il regista de Il cacciatore, […]

  

Di Caprio “The wolf of Wall street” sbrana lo squalo Gordon Gekko

Il vantaggio di essere salvati dagli italiani è che poi ti offrono vino, cibo, balli e tanta musica…         C’era una volta lo squalo. Poi divenne un lupo. Metafora zoologica di avidità e cinismo. Negli abissi e sulle vette. Comunque, gli estremi. Il mestiere del lupo. L’arte e la spudoratezza di sbranare. Il fascino di divorare senza pietà, quasi per necessità. Quasi per dovere naturale. Aggressività senza rimorsi. Come l’indole prevede. E pretende. Un cattivo per definizione. Ma un cattivo che piace. Non è perfido né malvagio, è implacabile. Spinto da una fame inarrestabile. Un cattivo che […]

  

“Cose nostre” all’ombra di Scorsese

Quando invecchi, dentro di te sai se hai fatto qualcosa di strano, buono o cattivo e vuoi raccontare il tuo punto di vista.     Si chiamava Giovanni Manzoni, il boss. Perché al di qua o al di là dell’oceano se sei un mafioso hai un nome italiano. E se infatti il suddetto Giò Manzoni è un padrino che sotto mentite spoglie è trasferito in Europa dietro protezione, il suo cacciatore, Lucchese – anche lui italo più che americano – è rimasto laggiù a pilotare i picciotti dalla cella, perché facciano la pelle a Manzoni. Storie di mafia, insomma. Cose […]

  

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