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Le cadenze dell’alienazione scongiurata. Tempi congiunti e ritmi avvolgenti. Paradigmi di un sempre che si perpetua nei giorni. Timidamente uguale. Spudoratamente autoreferenziale. Citazione di se stesso reiterata e ripetuta. Gocce d’acqua che cadono con lo stesso rumore sordo. Negli orari rispettati e cristallizzati di un copione con identici attori e una scenografia che non muta. Un tempo che sembra arrestarsi e fissare nella propria assurda immobilità una collana di giorni fotocopiati. Stereotipati. Stessi colori. Rumori. Atteggiamenti. Paterson di Jim Jarmusch (Dead men, Daunbailò e Coffee and cigarettes per citare i suoi titoli più noti) potrebbe essere immaginato come un film […]