“Boy erased”: l’omosessualità combattuta come una malattia

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Io non cambierò, perché questa è la mia natura. Se vuoi, vienimi incontro   Omosessualità contesa. Dilaniata. Discussa. Omosessualità d’amore e tentazione. Scuole di guarigione. È la frontiera e l’avamposto americano contro la diversità sessuale. Qualcosa di totalmente estraneo alle latitudini europee. Jared ha diciannove anni e tanta lealtà. Ai genitori non ha nascosto quello che è. Il risultato è che il padre, un pastore battista, d’accordo con una moglie un po’ troppo remissiva, ha iscritto il figlio a un college che in realtà è una scuola dove si viene psicologicamente curati contro quello che viene considerato un disturbo. Una religione […]

  

“La diseducazione di Cameron Post” in quelle strutture di non recupero

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Il teorema è quello vecchio, vecchissimo. L’omosessualità come malattia. E, come ogni malattia, va curata – sostiene il politically correct. Il problema sorge nella natura dei centri costruiti con lo scopo di “redimere” i “malati”. In buona sostanza la storia ha elencato in ordine più o meno cronologico numerose strutture a scopo terapeutico che si sono rivelate controproducenti per la condannabile scelta di adottare metodi fortemente repressivi, con la conseguenza di non sortire alcun effetto nella loro missione di recupero. La diseducazione di Cameron Post di Desiree Akhavan, film rivelazione al Sundance festival, tratto dal romanzo di Emily Danforth, affronta questo […]

  

“Thelma”, un thriller soprannaturale tra l’adolescenza e l’età adulta

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Quella dell’isolamento è morsa violenta e atroce. Profondo Nord norvegese. Coltri di ghiaccio rivestono cuori e divorano sentimenti fatti di quotidianità bigotta. Segreti da nascondere. Natura – o indole – da non assecondare. Il dilemma di un padre nel bosco – sparare al cerbiatto o alla propria figlia – è un agghiacciante rebus, fortunatamente senza risposta. Ma la bambina, ancora ignara, non se ne avvede. Non può preoccuparsi degli anni che verranno. Thelma viene mandata a Oslo a studiare biologia e il passo non è semplicemente il completamento di un cammino di studio altrimenti bloccato. Rappresenta l’integrazione con i suoi […]

  

Cannes 2018: i gay ai tempi dell’Aids in “Plaire, aimer et courir vite”

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Sono troppo vecchio per morire giovane Amarsi ai tempi dell’Aids. L’omosessualità guarda indietro, rivolge lo sguardo alle vittime di quei dolorosi anni Novanta, in cui i legami fra persone dello stesso sesso erano meno libere e più minacciate di quanto lo non siano oggi a quasi trent’anni di distanza. Jacques (Pierre Deladonchamps in passato nel cast de Lo sconosciuto del lago di Alain Guiraudie ad altissimo contenuto gay) è uno scrittore che ha appena svoltato dai quaranta e vive a Parigi dopo un legame interrotto con la donna dalla quale ha avuto un figlio. Arthur (Vincent Lacoste già visto in […]

  

“The happy prince”, Oscar Wilde L’ultimo dandy, sconfitto dall’amore

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Perché l’uomo corre verso la rovina… Perché ne è così irresistibilmente affascinato…   Lo scherno generale avvolse Oscar Wilde non appena si seppe dell’omosessualità di uno scrittore – all’epoca il più noto al mondo – che aveva già una moglie e due figli. Forse fu la nemesi. Il padre, oculista dei sovrani di mezza Europa, finì nel fango per le accuse di abusi sessuali su una ragazza. Condannato, se la cavò con un risarcimento e una fama alle ortiche. Oscar, secondogenito di tre figli, non assomigliava al padre. Piuttosto, si sentiva – e tutti ne riconobbero le somiglianze – più […]

  

“La battaglia dei sessi” di Billie Jean coniuga femminismo e omosessualità

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Tu cosa vuoi, Billie Jean? Mi basta il rispetto Negli anni Settanta, Billie Jean King era la tennista di maggior carisma e successo al mondo. Era puntigliosa e riservata. Felicemente sposata a un marito che le voleva bene e sapeva evitare di invadere gli spazi della sua celebrità. Non gli era facile vivere accanto a un mostro sacro. E forse non gli era facile vivere accanto a un mostro. Ma ci riusciva. La King era donna ben poco avvenente, ma di grande carattere e la scelta di affidarne il ruolo a Emma Stone (recente Oscar per La La Land) si discosta […]

  

“120 battiti al minuto”, l’incubo Aids nella Francia degli anni Novanta

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La responsabilità non si divide     Anche il sangue finto fa paura. Qualche macchia miete timore. Semina il panico. Sangue è sinonimo di sofferenza. E tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta significava contagio. Contagio faceva rima con Aids, che a sua volta voleva dire morte. Con il marchio dell’infamia per giunta. Droga. Omosessualità. Perfino eterosesssualità. Promiscua e disinvolta. Erano motivi di condanna. Comunque avvenisse. A distanza di trent’anni scarsi, su questo mondo di fine secolo è calato il sipario. La tanto temuta malattia che ha fatto morti celebri e sconosciuti ora non ha più […]

  

“Moonlight”, non c’è luce nel buio L’oscurità luminosa dei ghetti neri

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Un giorno saprai chi vorrai essere. Non lasciare che altri decidano per te. Il confine tra l’uomo e il mondo è la sottile linea rossa che divide l’adolescente introverso dal bullismo. Violenza e tolleranza. Droga e spaccio. Liberty city e una Miami da Baywatch. Il confine tra l’uomo e il mondo è la china del precipizio cui conduce la disperazione. La mancanza della speranza. La fine dei giorni. L’irreversibilità  di un modo di essere. Chiaro di luna, ovvero Moonlight, titolo del film di Barry Jenkins, non ha nulla di chiaro, ma il buio in pieno giorno. Cupa quotidianità da banlieu, […]

  

“3 Generations” al femminile, travolte da insolita sessualità

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Il dispetto della natura. Il bisticcio delle apparenze. Essere e sentirsi. O meglio, ritenersi qualcosa di opposto a ciò cui si era destinati. Le donne di 3 Generations della regista inglese Gaby Dellal hanno in comune tre modi diversi di essere e di lottare contro ciò che non si è più o non si è mai stati. Tre generazioni al femminile con una nonna anacronistica e anticonformista (Susan Sarandon), una figlia dal passato disinvolto e disinibito più dal lato etico e morale che da altri (Naomi Watts) e la nipote (Elle Fanning) alle prese con una sessualità contraria a quella affibbiatale da […]

  

“Tom à la ferme”, la vedovanza è gay

t4t2t3TOM AT THE FARM, (aka TOM A LA FERME), from left: Xavier Dolan, Pierre-Yves Cardinal, 2013.

Amore e assenza. Vedovanza omosessuale. Segreti nutriti dietro un paravento. Tela di parole e suggestioni che nascondono la natura spesso ingombrante dei legami. Il nuovo confine dell’omosessualità alla quale poco interessano le regole dell’attrazione e molto invece ciò che va oltre il cuore. Il teorema di Xavier Dolan, regista canadese nato nel 1989, è la soglia scrutabile della diversità, quel limen al di là del quale appare poco opportuno andare. Tuttavia, al di qua di esso nasce il dolore di chi ama, oscurato da quel diaframma visibile a pochi, ottenebrato ai più. In nome delle convenzioni. Tom à la ferme è il […]

  

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