La parole sono bugie. E trappole.             La sfida è di quelle infinite. Irrisolvibili. Con due eterni schieramenti pronti a spendersi per difendere il potere della parola. O quello dell’immagine. Competizione senza vinti. Né vincitori. Ma soprattutto, senza nemmeno un pareggio. Perché se nel primo testo a stampa delle opere di Shakespeare, l’autore ammoniva di non fermarsi alla riproduzione del suo viso in copertina, ma raccomandava di addentrarsi nei contenuti, ovvero nelle parole, Picasso rispose ai politici detrattori di “Guernica”  con una frase lapidaria. “Quest’orrore non lo ho fatto io, ma voi”. Il riferimento alla […]