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Ti aspetterò, fin quando uscirai. Poi andremo al mare…   Un calcio alla vita. L’odore del carcere ha il fetore di esistenze irrecuperabili. Fortezze che uccidono la libertà e l’amore. Se esiste un riscatto che la civiltà di oggi chiama recupero, esso abita dentro l’essere umano, non certo nelle istituzioni. Non c’è insomma un modo per sentirsi liberi quando liberi non si è. Né di sognare, né di amare. Né di costruire il proprio futuro. O, semplicemente, di immaginarlo. Neppure se la cella è palestra di rieducazione e non invece luogo di pura detenzione. Dietro le sbarre abita una miniera […]