“L’uomo che uccise don Chisciotte”: mulini a vento dei nostri giorni

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L’uomo che non c’era, in fondo in fondo, vive un po’ nell’anima di ognuno. E, a farci caso, forse non ci si accorge ma è lì. Pilota l’immaginazione. Proietta nella cronosfera, regina di un tempo che non è. E nella stratosfera, sovrana di un luogo che non è. Lì, dove non abitano mostri occhiuti da lame rotanti, armi tecnologiche, missili d’ultimo grido e pallottole smembranti. Il don Chisciotte che vaga in groppa a un ronzino è tipo schivo. Vive del suo e si alimenta dello stesso cibo che impone nelle sue infinite dimore interiori di ogni singolo pezzettino d’umanità. La […]

  

“Hotel Gagarin”, il cinema si scopre fabbrica di sogni per i più poveri

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Se vuoi essere felice, comincia. Ci state…   Il sogno non è per tutti. Il povero li alimenta, il ricco li realizza. Il cinema, che invece li fabbrica, si offre di renderne qualcuno alla portata dell’ingenuo, che ne culla per una vita intera e muore nella felicità che si sia trattato di un’illusione. Una meravigliosa e candida astrazione, destinata a restare splendida, proprio perché confinata in quello spazio neutro dell’immaginazione dove nulla può essere contaminato. E nulla può deludere l’attesa. Il pedaggio è il tempo perenne di una rincorsa a perdifiato negli spazi infiniti della fantasia, dove tutto è possibile ma […]

  

“Moda mia”: lo stile che non calza

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Giovannino è figlio di un pastore sardo, cocciuto e selvaggio. Autoritario. Il contadino ha fatto scappare la moglie, disperata per i troppi tradimenti e gli eccessi. Le costa ma lascia quell’uomo che tratta con durezza il ragazzino e ignora l’altra bambina. Pensa solo alle pecore e alla terra. Non si vergogna di lasciarsi sorprendere in preda ad animaleschi appetiti per strada o dai suoi stessi figli. Non esita a insultare la loro madre nell’assenza. È un padre padrone, insomma. E dei più gretti e ottusi. Il cono d’ombra ha luci intense, quelle di una Sardegna colorata e riflettente dove l’angoscia ha […]

  

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