“Attacco a Mumbai”, terrore di Allah

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Il mio turbante. Il mio onore.   Novembre 2008. Mumbai è vittima di uno degli assalti più violenti del terrorismo islamico. Per tre giorni resta sotto scacco di un commando armato che spara all’impazzata uccidendo vittime innocenti alla stazione ferroviaria e successivamente al Taj hotel, il grande albergo internazionale di questa metropoli da venti milioni di abitanti. A distanza di undici anni di quella strage che si è conclusa con duecento morti e quasi trecento feriti. Cinquecento persone nell’arco dei tre giorni sono state tenute prigioniere dagli attentatori. Non è realtà romanzata quella trasposta sul grande schermo in Attacco a Mumbai […]

  

“Stronger”, l’uomo che non voleva essere l’eroe di Boston

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Ricorrono i cinque anni dell’attentato alla maratona di Boston che, negli Stati Uniti, rimane una ferita mai rimarginata e un secondo film torna sul tema scandagliando, dal punto di vista umano, i risvolti di quel disastro che causò tre morti, ma lasciò vittime anche fra coloro che sopravvissero. Uno di costoro è Jeff Bauman che si era appostato all’arrivo per accogliere la fidanzata e riconquistarne il cuore dopo l’ultima delle molte piccole crisi sentimentali. A frenare il suo entusiasmo fu la deflagrazione che gli avrebbe portato via entrambe le gambe. Da allora, il giovane americano si è trasformato in un […]

  

“Ore 15:17 Attacco al treno”, Eastwood dal far west al terrorismo

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Oh Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace: dov’è discordia fa’ ch’io porti la fede. Perché perdonando si è perdonati. (San Francesco)   Il dramma sfiorato è datato 2015 quando il terrorista e jihadista Ayoub El Khazzani, 26 anni, marocchino, salì sul treno Amsterdam-Parigi con l’intento di sparare sui 554 passeggeri ignari di tutto. Era il 21 agosto. L’attentato non andò a buon fine. Il merito fu di tre ragazzi americani, anch’essi al momento sui vagoni, che neutralizzarono l’arabo con la complicità della fortuna. Il fucile si inceppò e i giovani ebbero la possibilità di fermare l’aggressore che […]

  

Ken Loach: “L’ira può essere costruttiva”

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Daniel Blake, il personaggio che è valso a Ken Loach una Palma d’oro a Cannes, è un cardiopatico risucchiato nel vortice della burocrazia e di un’assistenza sociale falsa e fatiscente. A suo modo e a dispetto dei confini nazionali, è il ritratto di un’Europa che ha problemi di cuore. Ferita. Impaurita. Sotto scacco. Oggi a Locarno, a tre mesi da quel premio, molto ha accresciuto le preoccupazioni. «Lo Stato – non uno in particolare ma tutti in generale – si disinteressa del singolo. Il cosiddetto welfare è morto. L’uomo precipita in una spirale beffarda nella quale, quando chiede aiuto, si […]

  

Locarno presenta “Le ciel attendra”: in uscita il primo film sull’Isis

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Il leone getta un occhio distratto. Il nome è un vago riferimento al nulla del web. Dove ognuno si nasconde dietro il paravento di se stesso. Virtuale proiezione di un reale da nascondere. Volto presentabile del delitto che verrà. Maschera di un terrorismo vigliacco. Lusinghe matrimoniali e tanta voglia di morte. Odio inestinguibile da iniettare subliminale dietro il viso pacato del fidanzato che ammalia. Sonia ne finisce schiava. Il cordone ombelicale ha la faccia turpe di facebook e skype. Zucchero musulmano. Finisce nel vortice di quell’arabo sconosciuto che vuol fare di lei una kamikaze di Allah. Lei impara a odiare. […]

  

“The search”: la guerra in Cecenia è stata una fabbrica di uomini mostro

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Proverbio ceceno: quando un’orsa decide di divorare il suo cucciolo, prima lo rigira nel fango. Ecco, con noi, i russi hanno fatto lo stesso.     Spesso, la guerra smette perfino di essere se stessa. Ne ha troppo orrore. E ripugnanza. Si allontana dallo specchio. Rifiuta di guardarsi. E di riflettersi. Di osservare una realtà più brutta dei peggiori lineamenti di se stessa. Odora di ripulsa al vedere in che cosa è capace di trasformare un uomo e in che cosa invece la sopravvivenza è capace di rendere gli esseri umani. The search di Michel Hazanavicius è un film di […]

  

“Attacco al potere”: i coreani nell’Olimpo

Lo chiamano l’Olimpo, non tanto perché sia abitato dagli dei, anche se chi vive in quelle stanze di Potere ne ha davvero molto. Questo Olimpo, terreno e terrestre, ha sede a Washington e vi abita un uomo dal quale dipendono i destini di mezzo mondo, se non del mondo tutto. Ma l’Olimpo di cui sopra chiamasi così anche e soprattutto per la sua inviolabilità. Auspicata se non proverbiale. Supposta se non reale. Ma come tale sempre creduta. Ebbene, l’Olimpo è caduto. Non nei fatti, vivaddio, ma nella fantasticheria di Antoine Fuqua, regista di “Attacco al potere” che immagina un attacco […]

  

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