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Il nome di uno stato. E di una fuga. Dal presente. Dall’anzianità. Dalla temuta fine di tutto. E perfino dalla demenza. Trasformazione di corpi e cervelli. L’ostinazione a volerci essere anche quando tutto sembra cospirare verso il non esserci più. Abdicare alla propria memoria. Gli ultimi bagliori prima delle tenebre. Le ultime impennate di un sentimento mai sopito che gli anni non possono offuscare o cancellare. Una corsa a perdifiato dentro e fuori dai confini del tutto. E dell’unità famiglia. Florida di Philippe Le Guay, apprezzato regista di Molière in bicicletta, è un fiume cinematografico in cui confluiscono apporti eterogenei. Un po’ […]