“Euforia” di scoprirsi fratelli diventa merito della malattia

euforia2-e1526396768468-700x430euf2

Due fratelli e un segreto confessabile. Tanto confidenziale da avvicinare due uomini così diversi che più non si potrebbe. In estrema sintesi la trama di Euforia di Valeria Golino potrebbe anche finire qui, in realtà Matteo ed Ettore sono due simbologie di vite differenti allo specchio dell’esistenza. Poi giunge il destino a porre una barriera e quei due ex ragazzi, che mai avevano trovato il modo di intendersi ed entrare l’uno in sintonia con l’altro, individuano la chiave di un dialogo ai primissimi passi nonostante l’età adulta. Presentato all’ultimo festival di Cannes, il film è passato nell’indifferenza generale, salvo suscitare un […]

  

“Figlia mia”, la personalità femminile delle madri con troppi omissis

FI9FI8FI3

L’uomo è complesso, la natura è semplice. Ma talvolta sa essere complessa.   Una donna con una bottiglia in mano guarda lontano. È il vuoto paesaggistico di una Sardegna che, nella sua aridità, riflette la vacuità interiore. Giallo. Luce e sole sintetizzati in un colore contrario agli stati d’animo. Turbamenti che uniscono tre personaggi femminili, una bambina e due donne. Figlia mia della romana Laura Bispuri che nel 2015 aveva sorpreso il pubblico con Vergine giurata, storia albanese lontana dalla nostra realtà, è la vicenda della piccola Vittoria a caccia della verità sulle sue origini. Proprio la bimba, nell’estate dei suoi dieci anni, smaschera […]

  

La vita ha un prezzo preciso… Chiamalo, se vuoi, “Capitale umano”

Avete scommesso una fortuna sul crollo di questo Paese. E avete vinto…         Il costo di un uomo. Peso e valore. Vita e aspettativa. Ragioni aritmetiche. Quello che i periti assicurativi – nel valutare l’importo di un risarcimento – chiamano “il capitale umano”. Valore pur sempre, ma anche in altra chiave. Uso e utilizzo. Limpido e brutale come spesso lo sono i numeri. Senz’anima. E senz’anima appaiono i personaggi di questo film di Paolo Virzì, Il capitale umano, appunto, in cui si sottolinea proprio l’ambivalenza, o meglio la corrispondenza di questa definizione. Capitale non è dunque solo […]

  

“Come il vento” soffia sulle carceri: vita e morte di Armida Miserere

“Se tu sei il primo a non crederci, quello che fai non servirà a nessuno”           Aver compassione. E’ il significato del verbo latino “miserere”. Assolutamente impersonale, come lo definisce la stessa grammatica. Tuttavia, Miserere è anche un cognome. Lei, di nome, faceva Armida. E aveva 47 anni, nel 2003. Quando si uccise con un colpo di rivoltella alla nuca. Sono in pochi a ricordare questa direttrice carceraria – che oggi definiremmo ideologicamente progressista – con la fama di donna dura e intransigente, convinta però che una casa di detenzione dovesse ricostruire e rieducare il recluso, […]

  

Quando la morte sa di… “Miele”

Non sono un sicario, né un assassino. Ma nessuno di quelli che ho visto morire, lo voleva davvero. Tutti, seppur disperati, erano attaccati alla vita.   Miele è un nom de plume. Un soprannome, diremmo oggi. All’anagrafe è Irene e di mestiere assiste i malati terminali. Non con lo spirito della crocerossina, ma con quello di chi vuol abbreviare sofferenze. Accelerare le tappe che patologie sbagliate hanno imposto a innocenti. Irene è Jasmine Trinca. E ricorda la mamma, spentasi fra atroci tormenti. Vuole che quelle angosce non siano più di nessuno. Sulla sua strada il caso le mette un anziano […]

  

Il blog di Stefano Giani © 2019